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MURO LECCESE La storia di una battaglia aerea

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2 luglio 1943: per la storia una data come tante. Per Muro Leccese una giornata indimenticabile. Dopo le battaglie in Africa era facile prevedere un imminente attacco delle forze alleate in Italia meridionale e, pertanto, gli alti ufficiali nazisti e fascisti rinforzarono le proprie difese intensificando la presenza militare in Sicilia, Calabria e nel Salento. In questa terra era presente l'aeroporto di Leverano, ma i comandanti dell'Asse pensarono che non fosse saggio concentrare le forze in un unico punto e, infatti, già da qualche anno era stato realizzato un aeroporto provvisorio nei pressi di Galatina. Un territorio spesso soggetto a nebbia e pertanto mimetizzabile in maniera naturale. Ma il 2 luglio 1943, per giunta a Mezzogiorno, il cielo era terso e i bombardieri americani provenienti da sud scoprirono facilmente l'esistenza dell'aeroporto di Galatina. In realtà non sappiamo se pensarono che si trattasse di Leverano o capirono che era un secondo aeroporto. Sappiamo però con certezza che lo danneggiarono, anche se non lo distrussero completamente, ma sappiamo anche che da Leverano si alzarono in volo alcuni caccia tedeschi con la missione di abbattere questi invasori dei cieli italici appartenenti all'aviazione degli Stati Uniti d'America: abbattere cioè i Bombardieri B24 Liberator. I caccia tedeschi portarono a termine la propria missione colpendo tutti gli aerei americani che, inevitabilmente, precipitarono. Uno nelle campagne di Minervino, un altro nei pressi di Botrugno, un terzo fra Maglie e SupersanoUn altro...un altro fu per qualche istante l'incubo dei cittadini di Muro.
Non precipitava nelle zone di campagna ma nel centro abitato. Un aereo che sembrava piccolo e lontano che, secondo dopo secondo, diventava esponenzialmente più grande. Per evitare un'inutile strage di civili, il pilota americano virò verso un boschetto di lecci schiantandosi al suolo. Il giorno dopo il podestà di Muro Leccese , Giuseppe Maggiulli, impegnava £. 500 del fondo per le spese impreviste per poi liquidare £. 382 al sig. Greco Luigi, come rimborso spese per la ricerca, la rimozione, il trasporto e il seppellimento di 8 aviatori americani deceduti nel territorio comunale. I cadaveri, senza scarpe, furono trasportati nel cimitero locale e sepolti in una fossa comune per poi essere rimpatriati alla fine della guerra. La storia è la narrazione e l'interpretazione dei fatti umani realmente accaduti e ritenuti meritevoli di ricordo. L'episodio raccontato ha fatto toccare con mano alla Comunità di Muro Leccese, gli orrori della seconda Guerra Mondiale; a Muro, fino a quella data, il conflitto era stato avvertito solo per le ristrettezze economiche imposte dalla guerra e per le "lettere dal fronte" raccolte dall'amato e compianto parroco di questa città, don Luigi Montinaro (1914-2007), con le quali i soldati muresi, sparsi nei vari fronti di guerra, facevano vivere ai loro familiari, a Muro, le atrocità alle quali assistevano.

Antonio De Pascali
Vincenzo D'Aurelio

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 11 Aprile 2010 17:12 )  
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