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Home Legislazione e Impresa Consulenza del lavoro L'atto di accertamento esecutivo

L'atto di accertamento esecutivo

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A partire dal 1° ottobre 2011 (il d.l. n. 78/2010 fa riferimento agli atti di accertamento emessi a partire dal 1° ottobre 2011) e con riferimento ai periodi di imposta in corso al 31/12/2007, l'atto di accertamento costituirà altresì titolo esecutivo e precetto. In particolare l'art. 29, comma 1, lett. a) del d.l. n. 78/2010 stabilisce che l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell'IRAP e dell'IVA e il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, devono contenere anche l'intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all'obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dall'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. L'atto di accertamento dovrà dunque necessariamente contenere l'intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso. L'aver collegato il termine per adempiere all'obbligo di versamento a quello di proposizione del ricorso comporta che qualora quest'ultimo sia oggetto di sospensione, anche il termine per il versamento risulti parimenti sospeso. Tale circostanza può verificarsi, ad esempio, in caso di presentazione da parte del contribuente dell'istanza di accertamento con adesione.
Inoltre l'atto di accertamento diventa esecutivo decorsi sessanta giorni dalla notifica. In virtù di ciò, lo stesso espressamente recare l'avvertimento che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell'esecuzione forzata. L'atto di accertamento assumerà così la funzione del precetto, funzione sinora svolta dalla cartella di pagamento.
Costituendo l'atto di accertamento non soltanto mera atto impositivo, ma titolo giustificativo dell'esecuzione forzata, è contro tale atto che il contribuente deve presentare al giudice tributario istanza di sospensione.
È comunque prevista la sospensione automatica degli atti dell'esecuzione forzata per un periodo di 180 giorni dall'affidamento del carico tributario dall'Agenzia delle Entrate in favore dell'agente della riscossione. L'esecuzione forzata potrà quindi essere avviata soltanto decorsi almeno 270 giorni dopo la notifica dell'atto di accertamento (60 + 30 + 180). Al tempo stesso con l'inserimento del comma 5-bis nell'art. 47 del d.lgs. n. 546/1992 è stato altresì disposto che il giudice tributario decide sull'istanza di sospensione cautelare "entro centottanta giorni dalla data di presentazione della stessa".
La sospensione di 180 giorni non opera con riguardo alle azioni cautelari e conservative, nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. Ciò vuol dire che, nelle more di un'eventuale pronuncia cautelare, Equitalia sarà comunque legittimata a procedere all'iscrizione di ipoteca o al fermo amministrativo.

Avv. Maria Leo
- Tributarista di Lecce -
tratto da Progetto Salento n.22

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