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Home Medicina e Società Medicina Tecniche all’avanguardia nell’applicazione del “Port”

Tecniche all’avanguardia nell’applicazione del “Port”

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Le porte impiantabili con catetere a terminazione aperta sono dispositivi di accesso vascolare che consentono e facilitano, per l'appunto, un accesso ripetuto al sistema vascolare per la somministrazione di farmaci. Il sistema comprende due componenti principali: un port per iniezione provvisto di setto autosigillante in silicone e un catetere radiopaco in silicone poliuretano. Tutte le porte impiantabili sono indicate nelle terapie di pazienti che richiedono accesso ripetuto al sistema vascolare. Il sistema del port può essere utilizzato per infondere medicazioni, fluidi ev, soluzioni nutritive parentali, emoderivati e inoltre per il prelievo di componenti ematici. Nell'ospedale Cardinale G. Panico di Tricase posizioniamo circa 150 port \ anno, in genere tutti a pazienti provenienti dai nostri reparti di ematologia e oncologia e tutti posizionati in sala operatoria con tecnica sterile e monitoraggio completo dei paramatri vitali del paziente ( frequenza cardiaca, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno nel sangue) e tutti con procedura di impianto percutaneo (cioè con puntura del vaso prescelto). Nella procedura di impianto percutanea usiamo come prima scelta la vena giugulare interna destra e in alternativa la vena giugulare interna sinistra o la vena succlavia o la vena femorale.
Si pone il paziente in posizione di Trendelenburg (testa in giù rispetto ai piedi), con la testa ruotata dal lato opposto rispetto al punto prescelto per la puntura venosa. Si effettua campo sterile e con tecnica ecoguidata si punge la grossa vena del collo (vena giugulare interna destra di solito). Mentre si esegue l'inserimento dell'ago nella vena si aspira piano (per accertare il reflusso di sangue venoso) e una volta penetrato in vena si rimuove la siringa lasciando l'ago in posizione. In questa fase si mette il dito sul fulcro dell'ago per minimizzare la fuoriuscita di sangue e il rischio di aspirazione di area. A questo punto introduciamo la punta a " J " del filo guida e facciamo avanzare il filo guida nella vena cava superiore fino al punto appropriato e verifichiamo il corretto posizionamento mediante fluoroscopia. A questo punto ritiriamo piano e rimuoviamo l'ago. Pratichiamo una piccola incisione per consentire l'introduzione del dilatatore e dell'introduttore della guaina. Si posiziona nella vena dilatatore e introduttore con singola unità e successivamente si ritira dilatatore e filo a "J". Si inserisce il catetere nella guaina avanzando nel vaso fino al sito di infusione desiderato che corrisponde al punto d'intersezione tra vena cava superiore e atrio destro. Si controlla la punta del catetere con fluoroscopia e si rimuove la guaina lacerabile. A questo punto si può iniziare la procedura di tunnellizzazione del catetere. Si crea una tasca sottocutanea nel punto prescelto per il port e si esegue la tunnellizzazione del catetere dal sito di ingresso venoso alla tasca sottocutanea. Si taglia il catetere alla lunghezza corretta e lo si collega al port a questo punto si può posizionare il port all'interno della tasca sottocutanea, suturare e successivamente provare il funzionamento del port (aspirare e iniettare) usando aghi non carotatori. Alla fine della procedura è sempre consigliabile eseguire un radiografia del torace con il paziente in posizione eretta (quando possibile) per verificare la corretta posizione della punta del catetere. Per la successiva manutenzione, poi , prima di accedere al port, bisogna sempre ispezionare e preparare asetticamente il sito di iniezione anche usando guanti sterili. Per la prevenzione del rischio di formazione di coaguli e di occlusione del catetere, i port impiantati con cateteri a punta aperta devono essere riempiti, dopo adeguato lavaggio, di soluzione salina sterile eparinizzata dopo ciascun uso. Anche se il port rimane inutilizzato per lungo tempo, di tanto in tanto bisogna cambiare il dispositivo di eparinizzazione. Bisogna sempre nell'uso del port, usare siringhe non inferiore ai 10ml.

di Antonio CANNOLETTA
- Dirigente Medico
presso U.O. di Anestesia
e Rianimazione
Osp. "Cardinale G. Panico" Tricase (LE)
- Specialista in anestesia e rianimazione
tratto da Progetto Salento n.30

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