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Home Medicina e Società Medicina MEDICINA | RINITI ALLERGICHE

MEDICINA | RINITI ALLERGICHE

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La rinite allergica è una condizione clinica diffusa e problematica che nonostante la sua alta prevalenza è spesso sottostimata in quanto molti pazienti non la considerano una malattia e non si rivolgono al medico.
La rinite allergica è un processo infiammatorio cronico della mucosa nasale. Le sue manifestazioni cliniche, che comprendono starnuti, gocciolamento, congestione nasale, arrossamento o lacrimazione degli occhi, possono incidere sulla qualità di vita dei pazienti influenzandone le attività quotidiane.
I pazienti sono infastiditi dal senso di affaticamento, cefalea e dal malessere generale soprattutto se assumono antistaminici di prima generazione con effetto sedativo.
Secondo alcuni studi, l'impatto della rinite sulla vita viene considerato superiore a quello di una malattia cronica come il diabete mellito.
La maggioranza dei pazienti affetti da rinite allergica presentano sintomi mattutini. I pazienti affetti da rinite allergica spesso soffrono anche di insonnia e di frequenti risvegli notturni causati dalla sintomatologia rinitica. Per tale motivo è molto importante stabilire quale sia la gravità e la frequenza dei sintomi e il loro impatto sulla qualità della vita del paziente e di valutare l'efficacia della terapia farmacologia sui sintomi, durante il picco della sintomatologia.
Va tenuto in considerazione la possibile correlazione con altre patologie spesso associate quali asma bronchiale, sinusite, poliposi nasale, otite media, infezioni del tratto inferiore della vie aeree, malocclusione dentale.
La presenza di uno stato atopico, se associato alla periodicità e al carattere ricorrente dei disturbi e la presenza di prurito o congiuntivite, orientano la diagnosi verso un'eziologia allergica.
La diagnosi viene confermata mediante test epicutanei (Prick test) e di laboratorio (R.A.S.T.).
L'assenza di un substrato atopico e la negatività degli esami allergologici (Prick,R.A.S.T., citologia nasale) depongono per una rinite vasomotoria la cui origine sembra associata ad un alterato equilibrio neurovegetativo a livello dei vasi sottomucosi, che abbondano a livello della parete laterale del naso con conseguente sintomatologia ostruttiva.
La presenza di una rinite perenne,in assenza di allergia, associata ad una spiccata eosinofilia nasale, orienta la diagnosi verso una NARES (non allergic rhinitis eosinophilic sindrome).
Questa condizione può essere associata ad una forma asmatica non atopica, ad intolleranza all'acido acetilsalicilico e a poliposi nasale.
Pertanto, la citologia nasale è una metodica diagnostica di grande utilità in ambito rinoallergologico.
Essa permette di rilevare le variazioni cellulari di un epitelio esposto a irritazioni (fisico-chimiche) acute o croniche, o flogosi di diversa natura (virale,batterica, fungina o parassitaria).
Il razionale su cui si basa la diagnostica citologica è che la mucosa nasale dell'individuo sano è classicamente costituita dai quattro citotipi che compongono la mucosa nasale, non presenta mai altri elementi cellulari tranne che, in alcuni casi, sporadici neutrofili e rarissimi batteri.
La metodica citologica consiste nei segienti momenti:
- prelievo (detto campionamento);
- processazione, (che comprende la fissazione e la colorazione);
- osservazione microscopica.
Il campionamento citologico consiste nella raccolta di cellule superficiali della mucosa nasale e ciò viene fatto con un tampone sterile (quello comunemente utilizzato per il tampone nasofaringeo), sia con l'utilizzo di una piccola curette (scraping) di materiale plastico. Il materiale viene disteso su un vetrino portaoggetti per microscopia.
Il campione viene successivamente fissato in alcol e successivamente colorato mediante il metodo di May Grundwald-Giemsa, che colora tutte le componenti citologiche presenti nella mucosa nasale, comprese le cellule dell'immunoflogosi (neutrofili, eosinofili,, linfociti e mastcellule), i batteri e le spore micotiche.
L'osservazione viene effettuata mediante l'utilizzo di un comune microscopio ottico.
Essendo una metodica semplice, sicura, non cruenta presenta tutte le caratteristiche ideali per un'applicazione anche in ambito pediatrico ed attuabile in laboratorio medico.
Dott. Giuliano SETTEMBRINI

- Specialista in Otorinolaringoiatria

articolo tratto da Progetto Salento n.32

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