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Home Medicina e Società Salute e Benessere Riabilitazione psichiatrica e strutture territoriali - Convegno sul tema

Riabilitazione psichiatrica e strutture territoriali - Convegno sul tema

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Fino alla fine degli anni '70 in Italia esistevano i manicomi, strutture nelle quali venivano confinati i cosiddetti "malati di mente". I pazienti erano costretti a restarci fino al momento della loro guarigione, evento che, peraltro, raramente avveniva.
Trentadue anni fa, a seguito dell'approvazione della nota Legge 180 del 13 maggio 1978, ha avuto luogo un radicale cambiamento dell'assistenza psichiatrica in Italia. Gradualmente gli Ospedali Psichiatrici sono stati chiusi, e si è costruito un sistema assistenziale basato su un'ampia rete di servizi di tipo comunitario, afferenti ai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) istituiti presso le strutture delle ASL. Una delle conseguenze più rilevanti di questa riorganizzazione dell'assistenza è stata l'apertura di un gran numero di Strutture Residenziali non ospedaliere, destinate ad accogliere pazienti lungo-assistiti con disturbi mentali gravi. Queste Strutture Residenziali realizzano programmi riabilitativi personalizzati e sono inserite, di solito, in contesti residenziali urbani per favorire, attraverso la regia dei CSM (Centri di Salute Mentale), i processi di socializzazione degli ospiti anche con il coinvolgimento delle famiglie. L'obiettivo è quello di promuovere l'autonomia e il reinserimento del paziente nel contesto familiare, sociale e lavorativo.
A fronte della popolarità del termine "Riabilitazione", spesso si ha una conoscenza approssimativa delle sue prerogative, di solito per carenza di adeguata informazione.
Il Convegno organizzato dalla Sorgente s.r.l., in collaborazione con Progetto Salento, ha voluto aiutare a fare chiarezza in questo campo, nella convinzione che un utente (in senso lato) più consapevole, possa essere non fruitore passivo ma vero attore protagonista della sua riabilitazione.
Il Convegno si è svolto presso l'ospitale Sala "San Sebastiano" del Comune di Racale ed ha avuto due obiettivi: da un lato, far conoscere meglio le attività e le modalità operative all'interno delle tre Comunità gestite dalla Sorgente s.r.l.: la Comunità "San Giorgio" di Presicce, la Cominità "Sollievo" di Ugento e la "Sorgente" di Racale; dall'altro interrogarsi, organizzatori e pubblico, su alcune problematiche inerenti le Strutture residenziali psichiatriche in generale.
Dopo il saluto del Sindaco di Racale, avv. Massimo Basurto, visibilmente soddisfatto per il gran numero di persone presenti (la sala "San Sebastino" era infatti interamente gremita di gente), e quello del sen. Rosario Giorgio Costa, è stata la volta dell'amministratore unico della Sorgente s.r.l., la rag. Maria Santantonio, che ha chiarito le finalità dell'incontro ed ha presentato i relatori della serata, tutti professionisti qualificati, in gran parte facenti parte dell'equipe multidisciplinare della stessa Sorgente s.r.l. Nel corso dei lavori è stato anche presentato e commentato, dalla Dott.ssa Valentina Manca, Ass. Sociale e Criminologa, un interessante filmato sulle attività quotidianamente svolte nelle tre Comunità a favore degli ospiti e della loro riabilitazione. Particolarmente atteso era l'intervento della Dr.ssa Filomena D'Antini Solero, assessore provinciale alle Politiche sociali e alle Pari opportunità. Moderatore della serata è stato il dr. Francesco Cimino, presidente provinciale della Commissione per i Servizi Sociali. Riportiamo, a fianco, una sintesi dei vari interventi della serata.
L'incontro promosso da Maria Santantonio, giovane e coraggiosa imprenditrice, è stato un'ottima occasione di informazione, discussione e riflessione su un mondo (quello delle Strutture Residenziali riabilitative) che non tutti conoscono e che è migliorato nel corso degli anni, anche grazie alla presenza sul territorio di realtà serie e professionali, come la Sorgente s.r.l.
a cura di Giuliano Ciriolo


Il mondo delle strutture residenziali riabilitative è migliorato nel corso degli anni anche grazie alla presenza sul territorio di realtà serie e professionali come la Sorgente s.r.l.

"Noi facciamo della riabilitazione psichiatrica o psico-sociale. Ma cos'è?
E' una parola molto abusata. In medicina adesso si usa molto la parola "riabilitazione", in tutti i campi.
Quando furono aboliti i manicomi, gli ospedali psichiatrici, con la famosa Legge 180, la parola "riabilitazione psichiatrica" aveva un significato più che altro di tipo morale, come dire riabilitazione "umana", risocializzazione di queste persone ricoverate negli ospedali psichiatrici che subivano gli effetti negativi della istituzionalizzazione a lungo termine. L'obiettivo era dunque quello di recuperare al territorio, alla società d'origine, queste persone che erano state a lungo emarginate negli ospedali psichiatrici.
Successivamente, nell'ambito delle correnti "cognitivo-comportamentali" della psichiatria, si è elaborato un concetto di riabilitazione psico-sociale, che è una precisa tecnica terapeutica.
Si è visto cioè che ci sono persone gravemente disturbate che non riescono ad avvalersi né del rapporto individuale (il colloquio psichiatrico), ne' della psicoterapia di gruppo e nemmeno del solo uso degli psicofarmaci.
Questi studiosi di corrente cognitivista hanno evidenziato che esiste un'altra possibilità di cura, che consiste nel "fare insieme". Queste persone, cioè, che hanno difficoltà di parlare ed esprimersi nel gruppo, si è visto che qualche volta se ci si mette a lavorare insieme, a fare per es. la cartapesta insieme, io operatore e tu paziente, a fare una gita insieme, ad andare al carnevale insieme, a organizzare una recita insieme, s'è visto che in questi casi in cui apparentemente non ci stiamo curando, però io operatore posso osservare ciò che la persona disturbata riesce ad esprimere, magari con gesti, e quindi in questo "fare insieme" si è individuata un'altra modalità tecnica di fare terapia.
Sul territorio, per un'insieme di ragioni legate anche all'organizzazione dei Servizi pubblici territoriali, si possono fare molte cose, sia a livello ambulatoriale che a livello degenziale, nel caso che le persone vengano ricoverate, ma in questo bisogna riconoscere che la Legge 180 forse è stata un po' idealista, nel senso che questo recupero dei malati di mente, alle famiglie e alla società, che rimane comunque il nostro obiettivo, forse non bastava semplicemente chiudere i manicomi perché avvenisse. Perché la follia, la malattia mentale è il limite della ragione umana, e tutti quanti dobbiamo fare i conti con l'ambivalenza che c'è in ciascuno di noi. Le famiglie, pur essendo legatissime ai loro congiunti disturbati di mente, hanno anche delle forti istanze espulsive, e quindi non bastava la pur nobilissima Legge 180 in quanto si è visto che sul territorio nasceva una nuova cronicità e che comunque non è facile convincere una famiglia dove c'è un paziente gravemente disturbato e disturbante a gestire in casa, sia pure con l'aiuto dei servizi psichiatrici territoriali.
Ecco allora che si è vista la opportunità che ci siano queste strutture residenziali-riabilitative le quali possono fare qualcosa che i Servizi territoriali non riescono a fare. E che sono notevolmente diverse da quelli che erano gli ospedali psichiatrici.
Sono diverse perché sono più piccole; l'ospedale psichiatrico dove ho lavorato io aveva 900 posti letto, bene organizzati intendiamoci; ma il solo fatto di mettere insieme 900 persone crea una cittadella avulsa dal mondo. Queste strutture come la Sorgente sono strutture di 10-15 al massimo 20 posti, hanno quindi una dimensione familiare. Sono dunque strutture piccole e aperte, sono luoghi dove la gente viene firmando un contratto. Sono altresì delle strutture collegate col territorio, nel senso che non appena le persone ospiti di queste strutture sono in grado di essere avviate verso qualche attività lavorativa, vengono avviate, quindi c'è una maggiore possibilità di scambio fra l'interno e l'esterno. Sono anche strutture promiscue, come in ogni famiglia ci sono membri di sesso maschile e femminile, così anche nelle nostre strutture, a differenza di quanto avveniva negli ospedali psichiatrici, ci sono maschi e femmine."

Marcello Bortone
Psichiatra - Dir. sanitario delle strutture
gestite dalla Sorgente s.r.l.

"Il CSM (Centro di Salute Mentale) è il cuore dell'assistenza psichiatrica. Governa l'assistenza psichiatrica territoriale avvalendosi di strutture che vanno dalle case-famiglia, alle case-alloggio ecc. Noi stiamo attenti soprattutto che non si riproducano all'interno delle strutture assistenziali sul territorio, logiche manicomiali.
Io non sono venuto qui per difendere le Case-famiglia. Anche perché quando si tratta che non lavorano bene le 'bastono'. Nel momento in cui io vado a collocare un paziente all'interno di una Casa-famiglia (con la volontà del soggetto) faccio un contratto in cui c'è la firma del responsabile del Servizio di Salute Territoriale (che sarei io), la firma del paziente e quella del responsabile dell'Ente gestore. Facciamo un "programma" che è esclusivamente personale, per tener conto della storia individuale di ogni paziente e dell'ambiente da cui proviene. Programmiamo dunque un percorso, lo valutiamo insieme e verifichiamo ogni sei mesi
. Se la Casa-famiglia non ha ubbidito a mettere in atto 'quel' programma, sono dolori, perché noi possiamo arrivare anche a ritirare il paziente da quella Casa-famiglia, se viene messo a rischio l'obiettivo finale: l'inserimento del paziente stesso nella società civile e nel mondo del lavoro."

Dott. Giuseppe CESI
Psichiatra
Direttore CSM Ugento 


Strutture Pubbliche e Private

"Sono ormai lontani, per fortuna, i tempi delle strutture sanitarie pubbliche per le patologie per le quali La Sorgente si applica con notevole successo. E per fortuna, perché altrimenti il pubblico per così come per decenni si è applicato a questo settore, poteva soltanto preoccuparsi della sopravvivenza e non anche del recupero.
Questa nostra struttura, La Sorgente, dico “nostra” perché essendo del territorio appartiene a tutti noi, ha conseguito tale esperienza e tale professionalità che lascia soddisfatti i pazienti, gli operatori ecc.
La dove è necessario si facciano i corsi di formazione, si pervenga ad una sempre migliore qualificazione; non si ritenga di essere mai pervenuti al traguardo, ma di essere sempre tendenzialmente verso il traguardo sempre più avanzato e sempre più congeniale a servire il prossimo.  Là dove il pubblico non arriva, deve arrivare l’iniziativa privata. Questa si che è una iniziativa integrativa, complementare, necessaria, che certamente il pubblico non può esercitare con la stessa professionalità, con la stessa vocazione, con gli stessi costi contenuti."
ono ormai lontani, per fortuna, i tempi delle strutture sanitarie pubbliche per le patologie per le quali La Sorgente si applica con notevole successo. E per fortuna, perché altrimenti il pubblico per così come per decenni si è applicato a questo settore, poteva soltanto preoccuparsi della sopravvivenza e non anche del recupero.  Questa nostra struttura, La Sorgente, dico “nostra” perché essendo del territorio appartiene a tutti noi, ha conseguito tale esperienza e tale professionalità che lascia soddisfatti i pazienti, gli operatori ecc.La dove è necessario si facciano i corsi di formazione, si pervenga ad una sempre migliore qualificazione; non si ritenga di essere mai pervenuti al traguardo, ma di essere sempre tendenzialmente verso il traguardo sempre più avanzato e sempre più congeniale a servire il prossimo.  Là dove il pubblico non arriva, deve arrivare l’iniziativa privata. Questa si che è una iniziativa integrativa, complementare, necessaria, che certamente il pubblico non può esercitare con la stessa professionalità, con la stessa vocazione, con gli stessi costi contenuti."

Sen. Dott. Rosario Giorgio Costa


"Siamo un gruppo di persone che lavorano per dare una situazione di vita migliore a questi soggetti,mediante psicoterapie individuali o di gruppo, oppure esperienze di lavoro.  Lavoro che può essere visto come un canale nel quale loro possono sfogare l’aggressività, i sentimenti, possono  esprimersi liberamente in maniera abbastanza autonoma. 
Nella Sorgente abbiamo laboratori teatrali, artistici, agricoli, esperienze in campagna per lavori tipo il giardinaggio o la cura di animali ecc. Cosa importante è la socializzazione. Quanto importante è “il gruppo” per queste persone? Spesso loro provengono da situazioni disagiate, per cui non hanno avuto molte occasioni per socializzare.  Attraverso il “Gruppo”, attraverso lo stare insieme durante i momenti in cui lavorano, riescono a raggiungere obiettivi diversi, ad avere una crescita “sana”, una socializzazione corretta." 
Dr. E. Serio
Psicolo delle strutture gestite dalla Sorgente s.r.l.

"Ringrazio chi ha organizzato questo bellissimo convegno, perché quando si parla di politiche sociali e di servizi sociali poco ci si interfaccia con i malati di mente. Ringrazio chi ha avuto la lungimiranza di creare una struttura residenziale per questo tipo di patologie.
Una patologia che ha delle specificità rispetto alle altre e dalla quale, in virtù della riabilitazione sociale, si può guarire, però bisogna poi provvedere all’inclusione sociale e soprattutto nel mondo del lavoro. La Provincia sta puntando molto su un tipo di politica sociale diretta anche all’avviamento al lavoro. Questo lo stiamo facendo perché noi svolgiamo alcune attività attraverso il Coordinamento interistituzionale (ci interfacciamo con le Asl, con i sindacati, con gli Ambiti territoriali, perché la Provincia è divisa in Ambiti, le Politiche sociali sono divise in Ambiti, ci sono 10 Ambiti e ogni Ambito ha 10-12 Comuni a seconda della struttura territoriale, e quindi le Politiche sociali di quell’Ambito territoriale vengono decise insieme dai vari Comuni; poi questi Ambiti si riuniscono con la Provincia. Questa li convoca, in linea con la sua funzione di coordinamento di tutte le attività degli Ambiti, con le Asl e i sindacati; in virtù dell’ultimo coordinamento che abbiamo fatto a Matino qualche giorno fa, ci è stata sollevata questa richiesta di intervenire con politiche dirette alla inclusione sociale dei diversamente abili.) La Provincia non ha molti strumenti. Noi come competenze specifiche coordiniamo e cooprogettiamo i Piani di Zona. Abbiamo delle competenze specifiche in virtù di un dettato normativo per le attività che svolgiamo a favore degli audiolesi e videolesi, ai quali forniamo assistenza scolastica e domiciliare. Per ciò che attiene invece agli altri tipi di disabilità interveniamo grazie a Fondi nazionali e regionali, e quindi con Progetti che attiviamo. Quest’anno la Provincia di Lecce ha coinvolto anche le Cooperative di tipo B, che sono cooperative che debbono avere al loro interno, tra i soci, almeno il 30% di persone diversamente abili, e che debbono presentare progetti di avviamento al lavoro. Poi stiamo valutando altre situazioni, anche con l’assessore Toma, assessore alla politiche del lavoro e formazione professionale, per ciò che attiene le categorie protette. C’è poco lavoro per queste categorie in virtù di una Legge che consente alle aziende di pagare le sanzioni e non assumere i c.d. diversamente abili. E quindi ci stiamo muovendo anche in questa direzione, valutando meglio forme di collaborazione anche con le aziende, coinvolgendole in una sorta di sistema di “aziende solidali” per attivare con loro Progetti formativi affinchè i diversamente abili che dovrebbero essere assunti possano essere 'formati', in modo che rispondano meglio alle 'competenze specifiche' richieste dalle aziende."
Filomena D'Antini Solero
Ass. Prov.le Politiche Sociali

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Luglio 2018 22:12 )  
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