Progetto Salento

Imprenditori, Istituzioni, Cittadinanza attiva, Protagonisti del Salento che cambia

Wednesday
Jun 26th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Opinioni Editoriali e Commenti LE BORSE E I DESTINI DEI POPOLI

LE BORSE E I DESTINI DEI POPOLI

E-mail Stampa PDF
Un fatto risulta evidente mentre si svolge la cosiddetta "stagione dei professori": i due schieramenti protagonisti della seconda Repubblica (ancora indicati - con riferimenti sempre più approssimativi – "di destra" e "di sinistra") che hanno abdicato a favore del governo "tecnico", non sono portatori di due ricette alternative di politica economica, ma solo di due diverse interpretazioni della medesima filosofia di governo. Ridurre la pressione fiscale in un contesto di ripresa della crescita è invece il nuovo "cuore" della politica economica dei prossimi anni. Per disegnare la nuova fase è necessario accettare una comune agenda di base e abbandonare inadeguate prospettive, soprattutto la contrapposizione ideologica come radice di programmi alternativi e il ricorso allo schema delle misure di emergenza dettate da varie e incombenti instabilità. Le cronache della politica hanno descritto questo fenomeno come convergenza verso il "centro" di entrambe le proposte, interpretate dagli elettori come una perdita di peso della sensibilità sociale, delle ragioni dei deboli e degli esclusi.
Il nuovo paradigma della politica economica, che si affaccia sulla scena mondiale, si può riassumere in una fondamentale battuta: la riduzione della pressione fiscale non è lo stimolo per la crescita ma è realizzabile solo se riprende la crescita. La scena mondiale in cui si colloca la nostra vicenda nazionale è caratterizzata da due fenomeni: l'integrazione economica e la disintegrazione istituzionale. Non sono scomparsi gli stati nazionali, ma essi hanno dovuto inseguire, fuori dai propri confini, le dimensioni di un mercato che è diventato sempre più globale, mondiale. Contemporaneamente non è scomparsa l'esigenza di avere una identità e di poter agire, anche sulla base delle radici culturali e storiche di quelle identità, per poter contribuire alla vita della propria comunità di riferimento. Quale politica economica ci aspetta e che cosa possiamo aspettarci da una politica economica in queste condizioni? La domanda, che per i decisori dell'economia europea sino a sei mesi fa sembrava banale, appena meritevole di una risposta ovvia, ora angoscia i "tecnici" che compongono il governo italiano, tutti alle prese con la impossibilità di trarre dall'aggravio della pressione fiscale le risorse occorrenti per avviare un processo di crescita.
Politiche restrittive a salvaguardia della correttezza dei bilanci sono una faccia della medaglia e vanno utilizzate tenendo conto della inevitabile gradualità del recupero della cosiddetta coscienza fiscale. Ove non si cogliesse questo rapporto, il rischio politico potrebbe sommarsi a quello economico, producendo uno di quei terremoti che nello spazio di un giorno di Borsa cambiano i destini dei popoli. L'Unione Europea ha costruito le sue politiche rapportandole agli interessi prevalenti dell'asse Francia-Germania. Ora, causa l'ampliamento della organizzazione ed i nuovi equilibri che si stanno determinando, la Germania rischia l'isolamento, che nessuno però azzarda a qualificare "splendido".

di Domenico Mennitti
già Sindaco di Brindisi

tratto da Progetto Salento n.24

Condividi questo articolo:

 
Banner
Banner

 

AMMINISTRATORI & CITTADINI

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO, ANTICIPANDONE I CONTENUTI, IL MANIFESTO FIRMA...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

1982 - 2017 35 anni di attività 7000 sacche di sangue raccolte !   di Giuliano CIRIO...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

35 anni a favore di chi soffre (1982 – 2017)   Articolo / Comunicato a cura de...

 

ALLISTE / BILANCIO COMUNALE

Deliberazione n. 67/PRSP/2017  REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE R...

 

EMERGENZE SOCIALI

REDDITO di DIGNITA’ da Alliste e Felline arriva il buon esempio   di Giuliano Cirio...