Progetto Salento

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Il Turismo del "magna-magna"

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Egregio Direttore,
nel condividere pienamente quanto sostenuto nel n. 16 di Progetto Salento dallo stimato Prof. Cosimo Palese in merito all'argomento "Sagre estive", rivolgo particolare interesse alla parte conclusiva dell'articolo, laddove viene avvisato il lettore di non considerare l'intervento dell'autore come una sorta di spedizione punitiva, bensì un semplice ragionamento riguardo alla coerenza di pensiero e di azione su determinati significati, quali appunto le Sagre estive. Ritengo personalmente che le sagre nel nostro contesto territoriale siano oramai un dato di fatto ben consolidato, la cui frequenza e buon funzionamento vadano oramai al di là del semplice regolamento organizzativo-gestionale o specifica disposizione di legge. Oggi, poi, che le sagre vengono programmate e realizzate non soltanto dalle diverse organizzazioni locali no- profit, ma anche da cittadini privati, titolari di regolare licenza commerciale o artigianale, non possiamo assolutamente dire di no a questo espandersi del fenomeno a macchia d'olio. Stante l'attuale periodo di crisi economica penso che oggi, soprattutto a livello personale, si tenti di sbarcare il lunario in qualunque modo; ben vengano dunque queste manifestazioni specie quando per il cittadino possano rappresentare una qualsiasi forma, seppur momentanea, di sostentamento. Per una questione di correttezza e trasparenza, in aggiunta a quanto sin qui sostenuto, proporrei magari la pubblicizzazione di specifici resoconti gestionali in modo da rendere più partecipe e coinvolta la collettività a questo genere di iniziative. Sarebbe, inoltre, interessante investire nel sociale almeno piccola parte degli utili realizzati con l'istituzione, ad esempio, di una borsa lavoro per i portatori di handicap presso gli istituti scolastici o l'erogazione a domicilio di pasti caldi alle persone anziane. Altrettanto utili ed importanti potrebbero essere i progetti mirati all'eliminazione di barriere architettoniche per i diversamente abili o l'istituzione di un servizio di trasporto in ospedale per le persone che hanno frequenti necessità di sottoporsi a dialisi o ad altri specifici trattamenti sanitari. Ovviamente si tratta solo di qualche esempio, ma tanti altri e svariati tipi di interventi nel sociale potrebbero contribuire a dare più spessore e significato alla realizzazione delle nostre sagre di paese. Cordiali saluti.
Enzo MANCO - Alliste -

Caro direttore,
ho letto anche il n. 16 di "Progetto Salento". Le faccio veramente i complimenti per come conduce una rivista seria e politicamente indipendente da tutti. In particolare tre sono i servizi che mi hanno colpita: il Palio delle Contrade di Galatone (di Jenny Manisco) spettacolo che io nemmeno conoscevo e che mi prometto di andare a vedere la prossima estate; poi il servizio sul Museo del Giunco Palustre di Acquarica del Capo (del prof. Tommaso Ventura) e infine l'articolo dal meraviglioso titolo "Il turismo del magna-magna" (del sig. Cosimo Palese). Per quanto riguarda quest'ultimo tema vorrei dire la mia. Io credo che bisogna mettere sotto controllo queste iniziative che sono ormai diventate simbolo di affare esentasse. In particolare bisognerebbe mettere sotto controllo le Pro Loco che organizzano questi mercati con la scusa della cultura e della promozione del territorio. Ma quale cultura? Quale promozione? E chi sono queste Pro Loco? Sono delle istituzioni o delle associazioni private? Chi le controlla? Come vengono utilizzati i sei settemila euro di guadagni che ogni manifestazione rende loro? Perché, direttore, se almeno il grosso degli utili fosse destinato in beneficenza, per aiutare chi soffre nella comunità o fuori, si potrebbe ragionare meglio. Invece non si capisce niente, nessuno parla, nessuno controlla, si da tutto per scontato. Un qualunque piccolo negoziante o ristoratore ha mille obblighi da osservare. Alle Pro Loco invece viene consentito tutto. Secondo me c'è qualcosa che non quadra. Mi auguro che almeno la vostra rivista continui a parlare di queste cose e riesca a far arrivare i ragionamenti della gente comune nelle stanze del potere. Cordiali saluti.
CALASSO Rosa Maria - Copertino -

Sembra che i nostri ripetuti interventi sul fenomeno delle Sagre estive esploso in maniera incontrollata nel corso degli ultimi sette-otto anni (vedi Progetto Salento n. 10, 15 e 16), abbia colto nel segno, facendo riflettere non pochi sull'argomento. Le lettere dei signori Enzo Manco e Rosa Maria Calasso ne sono felici esempi, non solo perché contengono interessanti messaggi in direzione di chi "organizza" e di chi "autorizza" questi eventi, ma anche perché, insieme, rappresentano una sintesi di tutte le discussioni nate intorno a queste manifestazioni.
La sig.ra/na Calasso prende di mira in particolare le Pro Loco. Un solo suggerimento alla nostra lettrice: eviti di "sparare nel mucchio", come suol dirsi. Ci sono Pro Loco che sono tali solo sulla carta; altre effettivamente attive. Alcune fanno delle "sagre estive" l'oggetto principale della loro attività, sotto il triplice aspetto dell'impegno, della programmazione e del bilancio di cassa; altre, invece, a prescindere dalle aspettative finanziarie che ogni iniziativa può generare, privilegiano una programmazione più "educativa e formativa", più impegnata culturalmente sul territorio, più propositiva e fustigatrice anche nei confronti dei propri amministratori.
Condividiamo l'auspicio che gli utili derivanti dalle sagre, quando superano le annuali spese di gestione interne, siano destinati ad iniziative umanitarie o, come dice il sig. Manco, investiti nel sociale. Ma allo stato attuale, in presenza di una legislazione oltremodo agevolativa e permissiva per questo tipo di associazioni, tali nobili soluzioni appaiono affidate soprattutto alla sensibilità dei rispettivi Consigli di amministrazione o Direttivi. Essendo le Pro Loco degli Enti privati soggetti al controllo primario dei soli soci, nessuno dall'esterno può mettere becco nei loro bilanci, nè imporre politiche di investimento da questi non condivise.

(Gi. Ci.)

 

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