Progetto Salento

Imprenditori, Istituzioni, Cittadinanza attiva, Protagonisti del Salento che cambia

Saturday
Mar 23rd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica e Attualità Politica CRISI DI GOVERNO / Lettura semiseria a cura di Rosario Casto

CRISI DI GOVERNO / Lettura semiseria a cura di Rosario Casto

E-mail Stampa PDF

IL GATTOPARDO HA SEMPRE RAGIONE…

Una lettura semi-seria della Crisi di Governo.

Tanto per sdrammatizzare…


di ROSARIO CASTO 

 

 www.progettosalento.eu

 

      

Certo non posso essere io a mortificare gli sconfitti fautori del “sì” al referendum; né tanto meno posso prendermi meriti per una vittoria del “no” cui non ho contribuito con il mio voto. E d’altra parte: è proprio il caso di infierire su chi ha sostenuto le ragioni del “sì” (spesso con passione e buona fede, ma comunque con scarsa fantasia e troppo militarmente inquadrato) e di contro esaltare i “partigiani del no”, coraggiosi quanto furbi e caciaroni?

Non credo.

Per questo – lasciando che i militanti dei due eserciti (ciascuno convinto di aver combattuto per la Giusta Causa) continuino a rivestirsi di armature ed ad investirsi di sfottò – proverò a tracciare gli scenari del futuro scaturito dal voto.

Intanto prendo atto: ancora una volta sono in minoranza, avendo partecipato alla consultazione il 68,5% degli aventi diritto (7 persone su 10). Non sono poche; ma come leggere il dato, senza dubbio positivo? E’ stata l’attestazione della gran voglia di esprimersi sui quesiti referendari proposti (ed in tal caso: merito a Renzi) oppure va interpretato come il desiderio della gente di afferrare al volo la prima possibilità di incidere – in modo inequivocabile e diretto – su decisioni che la riguardano, dopo anni e anni in cui tale diritto le è stato negato?

In altri termini, ha contato più lo specifico contenuto (referendum costituzionale) o – considerato anche l’esito – a motivare gli elettori è stato soprattutto il proprio mal di pancia ed un grido di dolore finalmente esprimibile?

Non è questione da poco, perché dalla risposta derivano le conseguenti azioni da intraprendere.

Vediamo – fra le tante - due possibili diverse opzioni: 

IN CASO DI LETTURA “PRO-REFERENDUM”  

Renzi resta al suo posto in quanto interprete della volontà riformatrice; Renzi resta al suo posto ma prendendosi a schiaffi in quanto – pur avendo compreso la voglia di cambiamento degli italiani – non ha saputo offrire loro una riforma adeguata alle attese; 

Renzi resta al suo posto e – dopo essersi preso sonoramente ed abbondantemente a schiaffi – si impegna a rispondere alla richiesta di riforme degli italiani nel modo previsto dalla costituzione e moralmente necessario, ossia favorendo il Parlamento – una volta che questo sia stato legittimato da un voto seriamente popolare e non “cassabile” – a predisporre una Riforma che rispetti la volontà della gente sia riguardo alla direzione da prendere che in merito ai tempi e ai modi della sua attuazione;

Renzi – ammesso che sia chiamato a restare, e dopo essersi preso a ceffoni – preso atto dell’impegno che gli viene richiesto (vedi punto precedente), rifiuta perché consapevole di avere già sprecato la favorevole occasione per colpa del suo egocentrismo, della sua arroganza e della sua presunzione, a ciò sospinto dalla propria indole e da consiglieri inaffidabili, ignoranti e/o troppo lecchini… Poi – presumibilmente scosso da tutto questo tira e molla – si affida ad un ottimo psicologo per le cure del caso! Viene affidato l’incarico di produrre una nuova Riforma allo psicologo di Renzi, il quale però – frastornato dalle chiacchiere di cotanto paziente – rinuncia e si dichiara prigioniero politico… della ministra Boschi! 

Il Presidente Mattarella si rompe le p…. e decide di guidare lui stesso il nuovo Governo, trasformando di fatto la Repubblica da Parlamentare in Presidenziale. E senza bisogno di Referendum… 


IN CASO DI LETTURA “PRO-MAL DI PANCIA”

Basterebbe ripartire dal punto e) precedente e chiedere a Renzi di ripercorrere le tappe… in senso contrario; ma poiché nessuno prenderebbe sul serio tale eventualità (e considerato che comunque lo psicologo insiste nel voler restare prigioniero della Boschi, senza fornire spiegazioni…) – è necessario prevedere altre soluzioni: 

Renzi se ne torna nella sua Firenze a godersi una (im) meritata vacanza, ma prima chiede allo psicologo che lo ha in cura di indicargli un Centro dove poter riparare le due mani che intanto si è furiosamente mordicchiato (a suo dire: non per i sensi di colpa derivati dalla gestione del referendum, bensì per aver fatto conoscere la Boschi allo psicologo che – prigioniero beato – impedisce ora il percorso a ritroso…)

Il Presidente Mattarella prova a concedere la grazia allo psicologo prigioniero, che però la rifiuta con sdegno. Indispettito, decide di non convocare le delegazioni dei partiti per le consultazioni di rito e – dopo aver inforcato delle buone lenti e tirato (metaforicamente) fuori le palle – individua in Grillo il nuovo Premier; 

Grillo – convocato al Quirinale – gli viene da ridere (provocando peraltro un contagio a livello planetario) e dopo essersi ripreso esclama: “Ma voi davvero ci avete creduto? Il mio era solo uno scherzo… E poi: io son buono a provocarli i mal di pancia, facendo sbellicare dalle risate, non certo a porvi rimedio!”;

Mattarella – sempre più perplesso e pur non sapendo più a che santo votarsi – fa però finta di non vedere le mani alzate di alcuni fra i presenti (Berlusconi, Salvini, Brunetta  - su una sedia -, Meloni) che vorrebbero attirare la sua attenzione. “Questo – dice fra sè e sé – gli italiani non me lo perdonerebbero mai…”. Ecco allora l’idea geniale: a guidare il nuovo Governo sarà… la Boschi! In tal modo potrà graziare lo psicologo che – tornato suo malgrado a lavoro – potrà rimettere in sesto Renzi, il quale – dopo aver saldato il conto con la manicure – potrà finalmente riprendere il treno che da Firenze lo porta a Roma, dove – libero dai complessi di un tempo – potrà… tornare a prendersi a schiaffi! E sarà molto dura per lui smettere di farlo, perché intanto la Boschi s’è sposata il Mattarella (stanco di essere malinconicamente single) ed insieme hanno – senza bisogno di referendum - trasformato la Repubblica da Parlamentare in Presidenziale (rendendola ereditaria, ovviamente…).

E gli altri eroi della nostra favola?

Grillo ancora se la ride, divertito per lo scherzo riuscito; Berlusconi, al solito, si è invaghito della manicure di Renzi e si è trasferito a Firenze; Salvini e la Meloni – per essere considerati da qualcuno – hanno deciso di andare a vivere insieme, impegnandosi reciprocamente di ascoltare le cazzate profferite dall’altro; Brunetta, lasciato solo, è ancora alla ricerca della soluzione per scendere dalla sedia.

E gli italiani?

Tranquilli: hanno capito, finalmente, che ad aver ragione è sempre il Principe de “Il Gattopardo”… o no?!?

Condividi questo articolo:

Ultimo aggiornamento ( Domenica 11 Dicembre 2016 08:03 )  
Banner
Banner

 

AMMINISTRATORI & CITTADINI

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO, ANTICIPANDONE I CONTENUTI, IL MANIFESTO FIRMA...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

1982 - 2017 35 anni di attività 7000 sacche di sangue raccolte !   di Giuliano CIRIO...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

35 anni a favore di chi soffre (1982 – 2017)   Articolo / Comunicato a cura de...

 

ALLISTE / BILANCIO COMUNALE

Deliberazione n. 67/PRSP/2017  REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE R...

 

EMERGENZE SOCIALI

REDDITO di DIGNITA’ da Alliste e Felline arriva il buon esempio   di Giuliano Cirio...