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Home Politica e Attualità Politica OSPEDALE DI CASARANO / QUALE FUTURO?

OSPEDALE DI CASARANO / QUALE FUTURO?

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Razionalizzazione

 soprusi?

 

 www.progettosalento.eu

di ROSARIO CASTO    


E’ in corso da tempo un’accesa discussione – per lo più sui giornali e fra gli addetti ai lavori – sul nuovo Piano di Riordino Ospedaliero Regionale voluto dal Governatore pugliese e dalla sua giunta.

Ma il tempo non sempre porta consiglio, anzi a volte determina – per la paura che si ha del suo inevitabile “scorrere” – pasticci, errori e assurdità. E’ il caso di quanto sta avvenendo in questi giorni, dove - a fronte dell’ennesima bocciatura del Piano da parte dell’apposita Commissione Consiliare (ben motivata) - il Presidente nonché Assessore alla Sanità (sigh!) Michele Emiliano dichiara cocciutamente di volere “andare avanti” perché (a suo dire) “da troppo tempo si discute” e sarebbe quindi “giunto il momento delle decisioni”. Uno sceriffo: stile Renzi, Putin e Donald Trump…

Che Emiliano faccia il “decisionista” perché convinto della bontà del suo Piano, o semplicemente perché voglia “darsi un tono” utile nella corsa alla segreteria del PD, poco importa a noi comuni mortali. Ciò che interessa realmente – perché ne pagheremo le conseguenze, ancor più di quelle che stiamo già pagando per altre scelte scellerate del passato in campo sanitario – è che il Piano appare incomprensibile, innaturale e deleterio, in particolare per le popolazioni del nostro comprensorio.

Qual è l’obiettivo del Piano, dettato – è giusto dirlo – da Leggi dello Stato?

Il risparmio, ovviamente… ma che in realtà non ci sarà, perché a regime si prevede una spesa regionale complessiva pari a quella odierna. Poi – scontato anche questo – il riordino dovrebbe apportare una “razionalizzazione” del sistema sanitario pugliese, in particolare per quanto riguarda l’offerta dei servizi ospedalieri (non più duplicazioni, né improduttività, né carenza di reparti–posti letto-personale…).

Insomma – questo nei propositi – una sanità migliore al giusto prezzo.

Già, nei propositi. Ma le buone intenzioni – per essere davvero buone – devono poggiare sulla CONOSCENZA: del territorio interessato, della sua geografia e morfologia, della popolazione a cui si rivolgono e delle sue abitudini (dette anche “riferimenti socio-culturali”), dei “numeri” che lo interessano (ricoveri – meglio se distinti per patologia -, interventi di “pronto soccorso”, centri interessati, “qualità” dei servizi offerti, ecc…). In pratica, sarebbe necessario verificare “sul campo” quanto studiato a tavolino da un funzionario-burocrate barese.

Mi si obietterà: sì, ma ci sono anche i “campanilismi”, la pretesa di avere “un medico in famiglia”, l’ospedale dietro l’angolo… Appunto: razionalizzare è proprio sconfiggere presunzioni ed egoismi, per il Bene Comune. E allora si dovrebbe dare ragione delle scelte sin qui compiute per la sanità ospedaliera della provincia di Lecce. Si dovrebbe spiegare perché Gallipoli sia da considerare di 1° livello (insieme a Tricase e – udite udite… - a Scorrano) mentre Casarano debba essere declassato a nosocomio “di base” e Nardò essere chiuso (da tempo).

Conosco già la risposta: perché Gallipoli è meglio servita dalla rete viaria… Che – ove fosse vero - è come dire: vuoi trascorrere una bella vacanza in montagna? Dimenticati le Dolomiti o la Val d’Aosta, perché sono molto più vicini la Sila e il Pollino! Quanti pochi turisti avrebbe il nostro Salento se l’unico criterio fosse quello della vicinanza o delle vie di comunicazione… Ma è poi vero che Gallipoli sia meglio “situato” e raggiungibile rispetto a Casarano? Saranno di questa idea anche i cittadini di Ugento, Gemini, Taurisano, Ruffano, Supersano, Neviano, Tuglie, Matino, Parabita….? E può quello della viabilità essere l’unico “indicatore” per una scelta così importante?

In realtà, però, non di questo si dovrebbe discutere, né della “favola” che l’Ospedale di Gallipoli – nato già “vecchio” per l’assurdità del suo “disegno” - sia più giovane di quello di Casarano. E neppure varrà la pena sottolineare come il “Ferrari” porti in dote “numeri” di gran lunga superiori a quelli del nosocomio della “città bella”. Perché, in verità, a nessuno giova una “guerra” fra due ospedali entrambi utili e funzionali ad un territorio così composito e urbanizzato. Razionalizzare non vuol dire necessariamente chiudere o declassare.

Una intelligente “ridistribuzione” di reparti, compiti e competenze – nonché del personale necessario - avrebbe lo stesso effetto sulle finanze regionali e senza dubbio un risultato migliore dal punto di vista dell’efficienza socio-sanitaria.

Ma questa ovvietà avrebbe senso e atti consequenziali se fosse chiaro – ad Emiliano come a Vendola, a Fitto come agli abusivi abitanti dei palazzi romani – che a beneficiare del riordino debbano essere i cittadini, ed in particolare i più bisognosi (malati, vecchi, anziani, bambini…) e non la politica del campanile o del politico più in auge del momento).

E avrebbe senso se fosse la SALUTE (anche di chi non è ancora e/o non è più produttivo…) il vero obiettivo da raggiungere e non invece una “parità di bilancio” che si raggiungerebbe più facilmente limitando e/o debellando le tante ruberie ed il malaffare che imperversa in questo settore più che in altri!

Mi permetto ancora una riflessione, che ha due destinatari.

Il primo è il Governatore Emiliano, già apprezzato magistrato che però oggi mi appare come un politico troppo borioso e sicuro di sé. Per lui un invito: ridiscendi fra noi e combatti le nostre battaglie, non le tue! E comunque, non fare lo stesso errore del tuo avversario, Renzi, anche lui preso dalla frenesia di portare a termine un compito (l’adeguamento della Carta Costituzionale) che per troppo tempo aveva impegnato la politica italiana. Ha fallito, e pure tu potresti raccogliere vento… perché, se è vero che “chi ha tempo non aspetti tempo” e che agire è importante, è altrettanto vero che “la fretta (e la presunzione) fa i gattini ciechi”. Non basta fare, signori politici, bisogna fare bene e sapere ascoltare il popolo!

Ed infine un messaggio - che è poi una domanda “multipla” – al secondo destinatario, rappresentato dalla classe dei politici locali (sindaci, assessori, consiglieri…): dove siete? Perché sulla questione non fate udire la vostra voce? Perché non fate “gruppo” per rivendicare il bene di questo territorio, superando le barriere di “affiliazioni” a partiti e “prime donne” che vi rendono ridicoli ed insignificanti?

La neve non c’è più, ed il 9 gennaio (giorno fissato per il vostro “convegno” sull’argomento) è ormai tanto distante nel tempo: cosa aspettate?

Perdonate se modestamente mi permetto di consigliarvi: nel dubbio se ne vale la pena impegnarsi, fate una breve telefonata al Sindaco di Nardò. Lo troverete arrabbiato, al pari dei suoi amministrati, e vi dirà che alla sua città – secondo centro per popolazione della nostra provincia… – dopo aver “rubato” l’ospedale, ora stanno scippando anche il Laboratorio di Analisi (150 prestazioni giornaliere).

Sempre per “razionalizzare”, ovviamente...

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Gennaio 2017 07:16 )  
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