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VIAGGIO NELLE SCUOLE DEL SALENTO

VIAGGIO NELLE SCUOLE DEL SALENTO

AD ALLISTE E FELLINE 

LA "BUONA SCUOLA"

C'E' GIA' !

Intervista a cura di

Giuliano CIRIOLO

 

Come avevamo anticipato nelle scorse settimane, dopo l'intervista rilasciataci dal sindaco Renato RIZZO era importante per noi, e crediamo anche per i nostri lettori, all'apertura del nuovo anno scolastico incontrarci con la Dirigente dell'Istituto Comprensivo di Alliste e Felline, Prof.ssa Filomena GIANNELLI. Un colloquio programmato e da noi richiesto con l'intento soprattutto di puntualizzare alcune grosse e specifiche problematiche attinenti la struttura scolastica della Frazione. Con le nostre domande pensiamo di essere andati al cuore di due 'vecchi' problemi locali, apparentemente distinti ma che in realtà si intrecciano: ci riferiamo al progetto amministrativo di creazione di un "Polo Unico" scolastico per Felline, mediante l'accorpamento, in un'unica Struttura, dei bambini della Scuola Elementare con i ragazzi delle Scuole Medie, con conseguente cessazione dell'attività scolastica presso l'Edificio che attualmente ospita le scuole elementari. Noi, anche attraverso le pagine del nostro giornale, abbiamo sempre auspicato e consigliato cautela e uno sforzo di riflessione ai responsabili di tale progetto, prima di procedere in via definitiva. Un appello che le stesse risposte della dirigente Giannelli riportate in questa intervista ci convincono a rinnovare ai 'nuovi' amministratori di Alliste e Felline. Siamo solo agli inizi.    

 

Sig.ra Dirigente, per effetto della legge 107 sulla “buona scuola”, quest’anno migliaia di insegnanti del Sud, se vogliono conservare il proprio posto di ruolo, saranno costretti a fare le valigie e trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza dalla propria residenza, se è necessario anche al nord. Cosa ne pensa di questo “grande esodo”, destinato fra l’altro a spezzare violentemente gli equilibri familiari? Nelle scuole di Alliste e Felline ci sono casi di nostri/e bravi/e insegnanti costretti/e al trasferimento?

 Si, certamente, alcuni docenti a noi molto cari e di grande spessore culturale ed umano sono stati costretti ad “emigrare”. Purtroppo i posti disponibili sono quasi tutti al Nord. Non ci sono molte soluzioni. Occorre cambiare mentalità: al sud occorre smetterla  con la preoccupazione  del posto fisso e al Nord pensare  un po’ di più al ruolo strategico della scuola per recuperare un ruolo centrale nel paese e nel mondo. Per far questo occorre un radicale mutamento della politica: qualificare al massimo la professionalità docente, migliorare considerevolmente l’aspetto retributivo e incoraggiare i giovani migliori ad investire la loro formazione nel settore scolastico. Scoraggiare in partenza chi fa della professione docente uno strumento di comodità per avere il posto magari sotto casa sicuro e per sempre. Un sistema di valutazione costante per mandare a casa chi non si dimostra idoneo a questo compito così difficile, impegnativo e socialmente di enorme responsabilità. Si tratta di formare i giovani di domani, coloro che dovranno formare le nuove classi dirigenti dal punto di vista culturale, professionale, ma soprattutto etico. Non può più essere  un ripiego,  o peggio un lavoro che possa conciliare il lavoro domestico con quello lavorativo. Non funziona, non può più funzionare.

 

Ci sono problemi particolari che in questo nuovo anno scolastico lei dovrà affrontare per l’Istituto Comprensivo che dirige?

  Le assicuro che ogni anno è diverso dagli altri. Non saprei dire se più semplice o più complesso. Ogni anno c’è da implementare qualcosa: una riforma, un regolamento, una rivoluzione epocale ….

Respiriamo sicuramente tanta confusione ed incertezza per i tempi estremamente veloci di dar vita  alle innovazioni; innovazioni che… non innovano niente, forse a causa della tante idee contenute nella Buona scuola. Idee che dovrebbero nelle intenzioni mettere finalmente le ali alla scuola dell’autonomia e alle scelte  finalmente responsabili dei dirigenti scolastici.

Fino ad ora però di innovazione si è visto veramente poco, formalismi e basta. Speriamo che sia solo dovuto all’incertezza della partenza… e che una volta a regime davvero si possa respirare una ventata di vera gestione funzionale  con un personale stabile  almeno per un triennio.

La Buona scuola rappresenta un’occasione unica di trasformazione della scuola italiana perché affronta aspetti decisamente strategici come l’estensione del servizio scolastico alla primissima infanzia, l’innovazione tecnologica e didattica, la formazione obbligatoria,  la valorizzazione dei docenti, la responsabilità decisionale e gestionale dei dirigenti… Peccato però che lacci e laccetti di vario genere ne rendano difficile la realizzazione.

Altri problemi  da risolvere: la storica alleanza  educativa con le famiglie sempre più compromessa  dal divario tra le  loro attese  sempre meno pronte a comprendere il senso dell’impegno e dello sforzo conoscitivo dei propri figli ed i bisogni di miglioramento delle performances in uscita  da parte delle scuole;

E ancora il passaggio verso la completa dematerializzazione  con risorse sempre più scarse…..

Ma il nostro lavoro ha qualcosa di magico che lo rende prezioso ed unico: la formazione dell’uomo e del cittadino. Come si fa a non essere ottimisti pensando alle finalità di questo straordinario compito? Quindi  passione ed entusiasmo per la nuova avventura fin dal primo giorno: accogliere i nostri piccoli e grandi studenti e con loro assaporare le bellezze della conoscenza, frutto proibito per  chi non sa e non vuole sfidarsi e mettersi in gioco.

 Quant’è la popolazione scolastica ad Alliste e Felline distinta fra scuola primaria e secondaria? Quanti sono gli alunni che vengono da altri comuni?

La popolazione scolastica negli anni ha registrato  un trend decisamente anomalo rispetto al resto del paese: è cresciuta, a dispetto di una  natalità sempre più bassa. La creazione di ben due sezioni “Primavera” confermano questo significativo dato. La scuola può contare su di un corpo docente molto qualificato professionalmente, su di un’offerta formativa ricca e attenta ai bisogni del territorio e ai bisogni educativi di tutti. La sua forza è nello spirito di squadra che la contraddistingue ponendola come punto di riferimento  solido ed affidabile. I numerosi e qualificati premi, uno per tutti il Prestigioso Premio Abbiati, sono la testimonianza di un percorso scolastico professionalmente elevato e di grande competenza  e di una autentica accoglienza basata sul rispetto di ogni diversità. I risultati invalsi testimoniano una qualità dell’insegnamento elevata.  Se il territorio limitrofo apprezza la nostra offerta ne siamo lusingati ed onorati, e il successo ci spinge ad un continuo miglioramento.

A Felline si temeva un inizio di anno scolastico un po’ agitato, a causa delle condizioni di degrado dal punto di vista igienico-sanitario e della sicurezza strutturale dell’edificio che ospita le scuole elementari. L’amministrazione Rizzo è intervenuta eseguendo a tempo record i lavori interni ed esterni più urgenti. Ma fra un può inizieranno i lavori di ristrutturazione presso l’edificio che ospita le scuole medie. Come sarà possibile conciliare ordinate lezioni scolastiche e lavori edili necessariamente invadenti e rumorosi?

Mi auguro che i lavori vengano intrapresi con il consueto rispetto per i nostri studenti e i loro docenti. Il sindaco Rizzo come del resto  il sindaco della passata amministrazione sta dimostrando di avere a cuore la scuola e il futuro dei nostri giovani guardando con molta attenzione ai bisogni e cercando, compatibilmente con le  risorse, di soddisfarne  le richieste più urgenti. Il senso pratico dimostrato insieme ad una visione  funzionale  delle strutture scolastiche in regime di sicurezza ci inducono a ben sperare.

La scuola elementare "Don Bosco" di Felline è uno dei simboli di “riconoscimento identitario” dei fellinesi, al pari del Castello Baronale, della Torre dell’Orologio e della Chiesa Parrocchiale. Qual è il suo pensiero in merito alla possibile dismissione funzionale della stessa a favore del progettato “Polo Unico”?

E’ noto il mio pensiero. L’ho esternato in tutti questi anni e in più occasioni. Sono per i “luoghi del cuore”, quelli che ci riconciliano con il nostro passato più autentico. Nei luoghi del cuore noi troviamo le nostre radici e noi abbiamo il dovere civico di insegnare ai nostri giovani ad  interrogare, ad ascoltare i luoghi del cuore, a riconoscere  con sensibilità e orgoglio le  vestigia di chi ci ha preceduto. Dopo le infiltrazioni di acqua che avevano reso inagibile l’edificio “Don Bosco”, avevamo paura di non poter tornare  a settembre nel nostro edificio, avevamo la preoccupazione di tradire i tanti fellinesi  come la nostra docente Antonia  Ferocino, che nel recente passato tanto si è spesa per recuperare i tesori più preziosi di Felline,  compreso l’edificio scolastico. Abbiamo voluto fortemente ritornare nel nostro “luogo del cuore” e con tenacia abbiamo sollecitato il sindaco Rizzo a  restituire alla comunità fellinese la propria  identità scolastica.

     

Il “Polo Unico” scolastico per Felline prevede la ricongiunzione delle classi di scuola elementare con quelle di scuola media, insediandole tutte nell’edificio di via Palermo. Come giudica nel merito questo progetto dal punto di vista psico-didattico-educativo, ma anche di funzionalità, tenuto anche conto della presenza nello stesso luogo di bambini e ragazzi di età, linguaggi, atteggiamenti ed esigenze completamente diverse?

I bambini, a seconda delle fasi di crescita, manifestano bisogni  educativi  diversi; bisogni che scaturiscono dalle modalità di rappresentazione del mondo, che privilegiano ora la fase manipolatoria, ora  la fase iconica, ora  quella simbolica. Con queste modalità si appropriano del sapere. La scuola è ambiente educativo di apprendimento per eccellenza; qui il bambino impara a tessere le prime amicizie a e ad esplorare il mondo. Qui impara se è il caso di fidarsi o meno degli adulti, a seconda della cura che  questi mettono nell’accoglierlo e nell’accompagnarlo nel percorso di crescita. L’ambiente fisico è fondamentale! Per tutti il  modello di scuola dell’infanzia “Nicholas Green” appena inaugurata in Alliste è una scuola a misura di bambino. I muri, il pavimento, le finestre, le aule, i servizi igienici, l’arredo …tutto è stato pensato per dare ai bambini il gusto e la GIOIA DI ESPLORARE, di curiosare,  di  imparare,  in un contesto gioioso, sicuro e sereno.  Un luogo facilmente raggiungibile, in una posizione centrale per cominciare a dare senso e significato alle prime esperienze conoscitive. Poi  il nostro bambino arriva nella scuola primaria. Parte del cammino  ha iniziato a farlo; adesso occorre continuare con altri mezzi e strumenti. Deve “fare per imparare”. Allora i primi laboratori, i primi strumenti scientifici per rappresentare  e orientarsi nel mondo, per capire  "chi è"  e dove  vuole andare. Ormai adolescente comincia a trovare toppo stretto quell’ambiente! E’ grande ha bisogno di confrontarsi in spazi sempre più attrezzati e scientificamente in grado di formalizzare  le sue conoscenze che diventano sempre più estese e sicure.  Occorrono altri ambienti grandi e adeguati ai nuovi orizzonti.

Il "Polo Unico", frutto di una fusione funzionale che non ha nulla da spartire con questi bisogni, può essere una buona soluzione?

Io sono una persona di scuola, competente a dare risposte di natura psicologico didattica. Non sono un politico. La responsabilità di  conciliare l’esistente con le risorse a disposizione è una responsabilità che l’amministrazione saprà affrontare. Non so se l’operazione sarà coronata da successo. Certamente non nasce da una visione psicopedagogica  coerente con le varie fasi di crescita. I poli vanno bene per le Università, magari per i licei, un po’ meno per i gradi inferiori.

  Grazie, Dr.ssa Giannelli. 


 

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