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Home Scuola ed Enti Locali Cultura Il Museo civico e l'Osservatorio Faunistico provinciale / Calimera

Il Museo civico e l'Osservatorio Faunistico provinciale / Calimera

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E cosi arrivi a Calimera, un piccolo centro salentino che profuma ancora di grecità.
Riscopri tutte le peculiarità e gli aspetti salienti di quelle realtà un po' estranee all'odierna vita frenetica, ti capita di percepire profumi genuini, di vedere volti d'altri tempi sorridere al passante sconosciuto, e poi ti senti immerso in impalpabili silenzi o avvolto da suoni, non da rumori.
È questo il turbinio di sensazioni di chi giunge, nel pieno della calda primavera mediterranea, in questo borgo della Grecìa Salentina. Un borgo tanto impregnato di cultura e di storia da ospitare, tra le altre emergenze culturali di notevole pregio, un importante centro museale: il Museo Civico di Storia Naturale del Salento.
L'esterno quasi non lascia indovinare, né presagire ciò che, varcata la soglia, il visitatore avrà il piacere di conoscere, ciò che, se alimentato da curiosità, potrà scoprire.
Dopo quasi trent'anni dalla sua apertura nel 1982, questo piccolo museo si presenta talmente ricco nei contenuti e nelle attività proposte da riuscire a far parlare di sé anche a livello internazionale; non poche collaborazioni con diverse università italiane e vari musei sparsi nel mondo – come in Sud Africa, Gran Bretagna e Stati Uniti d'America – lo pongono al centro di progetti prestigiosi.
Ma è soprattutto il rapporto con il proprio territorio che questo museo cerca di mantenere e rinvigorire, ben consapevole che l'obiettivo primo di ogni museo si esplica proprio nel contribuire alla crescita culturale, e quindi spirituale, delle persone del luogo, in quanto è ad esse che appartiene realmente.
Rappresenta il loro passato, ma al contempo anche la loro eredità.
E tale vicinanza alla propria realtà è testimoniata dalla pubblicazione trimestrale "Naturalia" i cui numeri fanno bella mostra di sé all'entrata del museo; sono le tematiche inerenti agli ambienti, alla flora e alla fauna del Salento ad essere approfondite, tant'è che il Museo ospita anche l'Osservatorio Faunistico della Provincia di Lecce, con gli annessi centri per il recupero della fauna selvatica e per l'accoglienza di quella esotica. Si tratta di un lavoro che merita grande rispetto e riconoscenza verso persone – all'inizio volontari ed oggi professionisti – che lavorano in una struttura che svolge un ruolo primario nella salvaguardia della fauna del e nel nostro territorio.
Si resta affascinati da esemplari autoctoni ed esotici, dall'enorme varietà delle loro forme e colori, si è sensibilizzati all'importanza di mantenere inalterata la biodiversità degli ambienti naturali. Migliaia di esemplari di uccelli e mammiferi sono transitati negli anni in questo centro, recuperandoli alla vita selvatica a cui sono stati in seguito restituiti o, in taluni più tristi casi, ospitandoli permanentemente perché non più in grado di essere reinseriti con successo in ambiente naturale.
Ci si ritrova all'improvviso circondati da una natura prorompente, quasi invadente, come se si fosse oltrepassata la soglia della civiltà: tartarughe marine, rapaci diurni e notturni all'interno delle rispettive voliere, e dunque falchi, civette, gufi e persino un esemplare di emù, ospitato al Centro a causa delle forti difficoltà riscontrate alla nascita nel rompere il guscio. Tutti trattati con estrema cura ed attenzione, poi sfocianti in un affetto profondo.
Il Museo articola la propria esposizione nei Dipartimenti di Paleontologia e Paleoantropologia, di Entomologia, di Erpetologia, di Ornitologia e in una serie di sezioni che spaziano dalla Mineralogia alla Malacologia, alla Mammologia e all'Embriologia e Teratologia. È un susseguirsi ragionato di vetrine con fossili, uccelli dalle forme più disparate, uova e nidi la cui varietà affascina il visitatore, minerali stupefacenti per la loro perfezione, conchiglie sia mediterranee che mondiali; e poi ancora insetti, serpenti e addirittura una grande iguana, tutti ospitati in terrari, acquaterrari e "diorami" che rispecchiano quanto più conformemente possibile le caratteristiche ecologiche e ambientali delle specie ospitate.
Alla base vi è un grande lavoro di conservazione, di studio e di valorizzazione svolto dall'équipe del Museo.
La passione per la natura nei suoi molteplici aspetti, l'avvertire la necessità e il dovere di aiutare quella stessa natura messa a repentaglio dall'uomo, il voler sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni ad un rispetto più consapevole dell'ambiente e delle creature che lo abitano rappresentano gli obiettivi, gli strumenti e le sfide che questo scrigno culturale nel cuore del Salento ogni giorno si pone e con cui sempre si misura. A metà Febbraio u.s. è stato ricoverato presso l'Osservatorio faunistico provinciale di Lecce – Museo di Calimera un giovane esemplare di Gabbiano reale.
L'animale, tratto in salvo da due ragazzi che passeggiavano sulla spiaggia di Torre Lapillo, era ferito da numerosi ami da pesca.
"Italo" - così è stato ribattezzato - è giunto immobilizzato dalle trappole di acciaio: un amo gli perforava il frenulo linguale, un altro la membrana della zampa e il terzo l'ala.
I terribili ami, per giunta, erano le cosiddette "ancorette" ovvero ami dotati di ben tre ardiglioni (le contropunte che impediscono all'amo di sfilarsi dai tessuti), dettaglio che ha peggiorato non poco la situazione.
Il povero uccello non poteva muoversi: il collo piegato verso la zampa, l'arto flesso al tarso e l'ala arpionata a questo "groviglio", il tutto associato ad una copiosa perdita di sangue che aveva provocato un'imponente anemia e un grave stato di shock.
Liberare il soggetto da questi micidiali artigli ha richiesto procedure lunghe e difficoltose.
Successivamente il giovane gabbiano è stato sottoposto a terapia antibiotica, anti-shock e fluidoterapia addizionata con gli integratori del caso.
Alla fine dell'intervento il paziente versava in un grave stato di prostrazione, che risultava comprensibile date le circostanze, ciò nonostante ha lentamente mostrato segni di ripresa, pur rifiutandosi, per diversi giorni, di alimentarsi autonomamente.
di Jenny Manisco

Il Centro Provinciale di prima accoglienza per la fauna ferita o debilitata rinvenuta sul territorio della Provincia di Lecce è stato istituito con delibera del Consiglio Provinciale n. 2029 in ottemperanza della legge regionale n. 67/68. Presso il Museo di Storia Naturale del Salento, fin dal 1983 agisce un pronto intervento per il recupero della fauna selvatica ferita. In questi anni presso la struttura museale sono stati accolti, curati e rimessi in libertà numerosi uccelli e mammiferi provenienti sia dal territorio della Provincia di Lecce che dalle Province limitrofe. Agendo dapprima come struttura formata da soli volontari ed oggi come Centro Provinciale formato da professionisti, ha svolto e continua a svolgere un ruolo primario nella salvaguardia della fauna del nostro territorio. Attualmente il Centro, gestito dalla Cooperativa "Naturalia" e coordinato dal Centro Regionale di pronto intervento fauna di Bitetto (Ba), agisce in stretta collaborazione con l'Istituto di Patologia Aviaria della facoltà di Veterinaria dell'Università degli Studi di Bari con il quale il Comune di Calimera ha stipulato una convenzione di collaborazione. I risultati ottenuti sono lusinghieri se si pensa che dal 1983 a tutto il 2000 sono transitati nel centro oltre 4000 esemplari di uccelli e mammiferi. Molti di questi sono stati del tutto recuperati alla vita selvatica e reinseriti con successo in ambiente naturale. Tutti i Comuni della Provincia sono stati e sono interessati al recupero ed all'affidamento di questi esemplari che pervengono al "Centro" tramite il Comune nel cui territorio l'esemplare è stato ritrovato. Di ogni soggetto, una volta giunto al Centro, viene compilata una scheda di accoglienza composta da una sezione biologica nella quale sono raccolti i dati biometrici dell'esemplare, data e luogo di ritrovamento, Comune nel cui territorio l'esemplare è stato rinvenuto, nome e cognome di chi ha trovato e raccolto l'animale, ed una sezione veterinaria dove viene riportato lo stato clinico e le cure effettuate. Diverse sono le cause che portano al ricovero degli animali selvatici presso il "Centro", tra le più comuni quelle provocate da arma da fuoco, ma anche debilitazioni dovute alla migrazione, collisioni con autovetture o altri ostacoli, imbrattamento da sostanze nocive, intossicazioni.
di Chiara Caputo
tratto da Progetto Salento n.20

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Luglio 2011 14:35 )  
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