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May 23rd
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I NODI AL PETTINE

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Alliste / Crisi di liquidità

ECCO PERCHE’

LA CORTE DEI CONTI

NON SI FIDA… E AVVERTE!

I cittadini non vogliono sentirsi ingannati né da allarmismi non giustificati, né da rassicurazioni e condotte finalizzate a  nascondere la polvere sotto al tappeto.

 

di GIULIANO CIRIOLO

 

 

Con delibera 194/2015 la Corte dei Conti rilevava una CRISI DI LIQUIDITA’ del Comune di Alliste e imponeva un PIANO DI RIENTRO soggetto a “MONITORAGGI SEMESTRALI”, a partire dal semestre Gennaio-Giugno 2016, periodo del quale ci occupiamo in questo articolo.

In sostanza ogni 6 mesi e fino a tutto il  2018 il Comune di Alliste è tenuto a trasmettere  alla Corte dei Conti la “Relazione di monitoraggio”, le informazioni, cioè, per valutare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi del Piano di rientro, ovverosia l’andamento del risanamento.

 

I NUMERI DEL PIANO DI RIENTRO DEL COMUNE

Il “Piano di rientro” veniva definito nel 2015 dall’allora amministrazione (delibera C.C. n. 29 del 23 novembre 2015); quindi  inviato alla Corte dei Conti per l’esame e l’approvazione.

La Corte esaminato il Piano di Rientro con delibera n. 81/2016, rilevava un DEBITO COMPLESSIVO DI CASSA pari a 1.439.468,55 così formato:

-       1.146.599,64 per anticipazione di tesoreria utilizzata;

-          147.303,99 per ricostituzione dei fondi vincolati;

-          145.564,92 per debiti certi ed esigibili;

Per il pagamento di questo Debito complessivo (c.d. risanamento) il Piano di rientro messo a punto dall’allora amministrazione prevedeva nel triennio:

-       Entrate aggiuntive per 600.000,00 euro;

-       Entrate derivanti da vendite di immobili comunali per 100.000,00 euro;

-       Minore spesa complessiva a seguito di rinegoziazione dei mutui per 618.000,00 euro;

-       Minore spesa derivante da una politica di contenimento dei costi per euro 121.468,55.

Questo Piano di rientro proposto dal Comune veniva approvato dalla Corte dei Conti, con il contemporaneo pre-avviso che in occasione di ciascun monitoraggio semestrale sarebbero stati tenuti sotto sua stretta osservazione i seguenti aspetti:

  1. La riduzione progressiva dell’attuale esposizione per ciascun semestre;
  2. L’indice di tempestività dei pagamenti dei vari fornitori;
  3. Il pagamento dei debiti che diventeranno certi, liquidi ed esigibili in vigenza del Piano di rientro.

 

LA PRIMA RELAZIONE SEMESTRALE DEL COMUNE

Così, in data 14 luglio 2016, nuovo sindaco Renato Rizzo, il Comune trasmetteva all’Organo di controllo la prima “Relazione semestrale di monitoraggio” del Piano di rientro, unitamente al parere favorevole dell’Organo di revisione.

Presa visione e analizzata la Relazione del Comune, Il Magistrato istruttore rilevava gravi insufficienze in quanto la stessa Relazione:

  1. Non indicava l’importo della anticipazione di tesoreria utilizzata;
  2. Non indicava l’ammontare dei fondi vincolati utilizzati;
  3. Non indicava i tempi di pagamento;
  4. Non veniva specificato l’ammontare dei debiti certi, liquidi ed esigibili sorti successivamente alla data di approvazione del Piano di rientro.

 

LA RICHIESTA DI INTEGRAZIONI E L’ALLARME DELLA CORTE

Per cui con nota del 28/7/2016 (dunque, dopo appena due settimane) la Corte chiedeva al sindaco e all’Organo di revisione le dovute INTEGRAZIONI alla prima Relazione.

Ma questi chiarimenti arrivano all’Organo di controllo:

  1. solo dopo reiterati solleciti;
  2. e solo il 12 gennaio 2017, quindi dopo ben SEI MESI  dalla richiesta, e solo in seguito alla minaccia ci costituzione in mora ai sensi del Codice penale.

Ma non è tutto.

Nel valutare il merito delle integrazioni/spiegazioni del comune, il Magistrato istruttore aggiunge che esse sono risultate del tutto PARZIALI e INCOMPLETE in quanto – citiamo testualmente - :

< l’Ente non ha fornito al Collegio le informazioni indispensabili per valutare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi del Piano di Rientro e, quindi, l’effettivo avvio verso il cammino di risanamento a cui il Piano è preordinato. 

Il COLLEGIO, infatti – continua il MagistratoNON E’ STATO POSTO IN GRADO DI CONOSCERE:

  1. L’ammontare dell’anticipazione di tesoreria concessa, utilizzata e non restituita;
  2. La quota dell’anticipazione di liquidità da rimborsare per ogni anni di Piano;
  3. L’ammontare dei debiti certi, liquidi ed esigibili sorti successivamente al Piano e che si vanno ad aggiungere all’ammontare della debitoria da ripianare;
  4. L’indicatore di tempestività dei pagamenti dell’anno 2016 ed i correlativi tempi medi di pagamento;
  5. L’ammontare delle riscossioni con riferimento alle entrate tributarie ed a quelle da recupero da evasione;
  6. L’ammontare delle entrate extra tributarie;
  7. L’ammontare delle economie derivanti dalle politiche di contenimento della spesa che pure nel Piano vengono indicate come strumento di risanamento >.

Questa prolungata negativa condotta da parte del Comune di Alliste, oltre al dato oggettivo della “scarsa capacità di riscossione delle entrate tributarie emersa dall’esame dei rendiconti del 2013 e 2014 , ha indotto i Giudici contabili a sollecitare la trasmissione del MONITORAGGIO del SECONDO SEMESTRE del Piano di Rientro entro 30 giorni dal ricevimento della deliberazione n. 13/2017 di cui stiamo parlando, AVVISANDO espressamente che in caso di inosservanza:

  1. Provvederà alla trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica territorialmente competente;
  2. Trasmetterà gli atti al Prefetto e alla Competente Conferenza permanente

In pratica, per ciò che concerne il monitoraggio del primo semestre, la Corte E’ STATA ALLARMATA dal quel ritardo di SEI MESI nella trasmissione dei chiarimenti chiesti al Comune di Alliste, e dalle insufficienze contenute negli stessi.

E’ stata allarmata a tal punto che nella stessa deliberazione 13/2017 ha inserito un ultimo e più minaccioso AVVISO che dovrebbe costituire per i destinatari (amministratori, dirigenti, revisori e cittadini tutti) un vero e proprio motivo - se non di allarme -  di seria preoccupazione.

SCRIVE infatti LA CORTE:

< L’anomalo sviluppo dell’attività istruttoria per quasi un semestre contribuisce a vanificare l’efficacia delle misure adottate… trasformando l’istituto del Piano di Rientro e del relativo monitoraggio semestrale da mezzo di risanamento a mero ed inutile strumento di differimento temporale della DICHIARAZIONE DI DISSESTO >.

Attendiamo dunque gli esiti del monitoraggio relativo al secondo semestre 2016, fiduciosi che stavolta il comportamento del Comune sarà più in linea con le richieste della Corte, onde evitare di aggravare in tutti noi e tra gli stessi Magistrati istruttori, i sospetti e le preoccupazioni sulle  condizioni effettive del bilancio comunale.

Naturalmente siamo pronti a pubblicare ed evidenziare, nelle prossime settimane, ogni elemento di novità in grado di allontanare fra i cittadini dubbi, sospetti e preoccupazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Aprile 2017 12:20 )  
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