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COMUNICATO STAMPA del 2 Maggio 2017

Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

 

OGGETTO: replica all’articolo apparso sul Quotidiano di Lecce del 26 aprile 2017, in ordine Piano di rientro dei debiti del Comune di Alliste

Quale delegato del mio gruppo Consiliare "L'ANCORA" per i rapporti con la stampa, letto il fuorviante articolo apparso sul quotidiano di Lecce del 26/04/2017, secondo cui la Corte dei Conti avrebbe accertato il quasi completo  ripiano dei debiti del Comune di Alliste, preciso quanto segue.

Ci farebbe piacere, come cittadini di Alliste e Felline, condividere l’entusiasmo dell’amministrazione sullo stato della situazione debitoria del Comune di Alliste.

Purtroppo per noi, la Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti non è dello stesso avviso del Sindaco.

Parole chiare sono scritte in tutte le deliberazioni della Corte dei Conti, che analizza i bilanci del Comune di Alliste, sin dal quello del 2009. Intanto, l’avere messo in condizioni il Comune di presentare un Piano di rientro dal debito è già, di per sé, qualcosa di molto grave.

Non dimentichiamo:

* che, nel 2011, la Corte scrive che un’imponente opera di indebitamento ha costretto il Comune a pagare debiti facendo altri debiti;

* che, nel 2012, la Corte accerta lo sforamento del Patto di stabilità, che comporta, come penalità, la diminuzione dei trasferimenti statali, che devono essere compensati con tasse comunali (alcune sono già al massimo, altre, manca solo qualche decimale);

* che l’allungamento della scadenza dei mutui dal 2030 al 2040 porterà un aggravio in termini di interessi di oltre 1,5 milioni di euro;

* che la stessa Corte dei Conti, nel 2016, approvando il piano di rientro dal debito, si dice preoccupata, perché per 30 anni il Comune dovrà diminuire in maniera consistente i servizi per ripagare i debiti;

* che, nella delibera nr. 13 del 2017, la Corte dei Conti ha minacciato il ricorso alla Procura della Repubblica perché il Comune non inviava i documenti richiesti per controllare il rispetto del Piano di rientro e perché inviava dati incompleti e generici.

Infine, la sbandierata ultima delibera, la nr. 50 dell’aprile scorso, dice che, per quanto riguarda i debiti pregressi dei debitori ordinari sono stati parzialmente ripagati, ma ci sono ancora 590 mila euro di debiti da restituire alla Tesoreria Comunale, con i relativi interessi, e che sono saltati fuori ulteriori debiti per altri 455mila euro.

E la Corte dei Conti (e non i gufi o chicchessia) conclude in questo modo:

Le difficoltà che hanno determinato l’avvio della procedura in esame non paiono, tuttavia, ancora superate perché, dice sempre la Corte, “l’attività di risanamento richiesta, consistente nella soluzione dei gravi problemi di liquidità che affliggono da tempo l’ente, infatti, non potrà certamente dirsi realizzata nel caso in cui l’ente si trovi costretto ancora ad avvalersi della anticipazione di tesoreria o di fondi vincolati e in presenza di nuovi debiti certi, liquidi ed esigibili sostitutivi, parzialmente o totalmente, di quelli attualmente presenti.”

Ragion per cui, laddove, nell’articolo apparso sul Quotidiano, si legge che i Giudici della Corte dei Conti hanno accertato “il sostanziale raggiungimento degli obiettivi intermedi del piano di rientro”, si replica, per una corretta informazione, riportando che il raggiungimento degli obiettivi, è mancato per il primo semestre, è stato solo parzialmente raggiunto nel secondo; mentre non si sa nei prossimi semestri a venire e ancora da accertare, posto la procedura di controllo, innescata dalla Corte dei Conti, non è terminata - come potrebbe essere indotto a ritenere chi legge quell’articolo - ma ha cadenza semestrale, sino alla durata del piano triennale di rientro. A fondamento di ciò, si riporta testualmente il primo capo del dispositivo della deliberazione della Corte, che così recita: “accerta il parziale raggiungimento degli obiettivi intermedi del secondo semestre del piano di rientro 2016/2018, con riferimento alla mancata restituzione dell’anticipazione di tesoreria, alla presenza di debitoria di nuova formazione di importo rilevante ed alla scarsa riscossione delle entrate tributarie e da evasione;

Nel frattempo, i cittadini di Alliste, più che dalla presunzione del Sindaco Rizzo, che trasuda dalle boriose dichiarazioni riportate in articolo, possono dedurre che i conti del Comune non siano poi tanto apposto:

* dall’aumento della TARI, dell’Addizionale Irpef, della retta della mensa scolastica e di ogni altra imposizione fiscale e balzello comunale, quasi al massimo consentito, con l’avallo della precedente e della presente amministrazione RENNA-RIZZO, responsabile della situazione debitoria riscontrata dai Giudici Contabili;

* dalla scarsità dei servizi resi alla cittadinanza;

* dal sotto-organico del personale, specie della polizia municipale, senza comandante e pochi vigili;

* dal notevole taglio delle spese, a discapito di qualità dei servizi e di settori strategici come l’agricoltura ed il turismo (dati da bilancio di previsione, approvato, dalla maggioranza, all’ultimo Consiglio Comunale del 13/04/17). 

In cambio del mestolo, quindi, la minoranza regala a RENNA-RIZZO & Company il Pinocchio di Collodi, per le bugie che dicono; un abaco per imparare a far di conto, ed un abecceddario per imparare a leggere bene quanto statuito dalla Corte dei Conti -Sezione Controllo di Bari. 

Cordialità

Cons. Avv. Marcello CAZZATO

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Maggio 2017 12:56 )  
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