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ELEZIONI COMUNALI 2017

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Racale /

Basurto: “Metallo, come Erdogan.

A Racale deficit di democrazia” !

 

di Prisca Manco 

 

 

Una battaglia dal profilo secco quella che si delinea a Racale per questa tornata elettorale. Due gli sfidanti per le due macro aree: Metallo a sinistra, Basurto a destra.

Abbiamo incontrato il candidato sindaco Massimo Basurto, uomo di centro destra, già consigliere regionale e sindaco di Racale dal 2007 al 2012, avvocato, classe ’59, a guida della civica “Racale Libera”.

Di Metallo dice “Ha fatto il lifting alla città, impregnandola di unanimismo come ha fatto Erdogan in Turchia”.

Poi gli lancia la sfida: “Se ami davvero Racale e vinci le elezioni, devi fare il sindaco per cinque anni. La nostra città non va sedotta e poi abbandonata”. 

 

 Avv. Basurto, vien subito da chiedersi  "Racale libera" da cosa? O da chi? Come mai la scelta di questo nome e di questo simbolo che rievoca in tutto  quello di “Taviano Libera”; è sicuro che questa scelta porti bene, data l’ultima  sconfitta di Portaccio a Taviano?

So che, secondo sondaggi e rumor, potrò perdere questa campagna elettorale. Ma io sono un uomo di lealtà, di coraggio. Il significato del nome “Racale Libera” e la stessa mia presenza e dei sedici candidati consiglieri indicano la volontà di ripristinare una minima agibilità democratica nella nostra città.

Vorrei essere chiaro: se non ci fossi stato io, noi oggi a Racale avremmo avuto una sola lista. E questo è un insopportabile deficit di democrazia in una città che ha dimostrato grandi capacità creative e fervido contributo di idee nelle scorse campagne elettorali.

Strada facendo, però, è successo,  per responsabilità del Sindaco Metallo,  che non si sia creata l’aspettativa, nella comunità, di poter partecipare democraticamente, perché partecipare democraticamente in una competizione  contro Metallo avrebbe significato  compiere il reato di lesa maestà. Quando diciamo “Libera”, intendiamo libera di partecipare democraticamente, libera dai condizionamenti di chi pensa che 11mila abitanti possano essere tutti “metallizzati”.

Posso anche perdere, ma ho le  spalle larghe e il coraggio di ricominciare, facendo, se perdo, una opposizione che possa costituire una alternativa futuribile.

Io oggi sono la certificazione dello stato di malattia della mia Racale, che altrimenti non avrebbe avuto necessità di riesumare un uomo consumato come me; ma se io non ci fossi stato non ci sarebbe stata un’altra lista.

Con “Racale Libera” intendiamo, quindi,  libera da una soggezione politico–psicologica  e mentale, per la quale tutto inizia e finisce con Donato Metallo e non c’è nemmeno la possibilità di esprimere un diritto di critica diverso. Esempio è stato in tal senso l’on. Lorenzo Ria, che ha pensato di poter serenamente  e legittimamente criticare questa amministrazione, ma ha poi dovuto abbandonare la scena.

In questi cinque anni non un solo manifesto è stato affisso contro l’amministrazione, non una parola spesa in occasione di fatti importanti, quali ad esempio le dimissioni del dott. Daniele  Errico, il passaggio dalla maggioranza all’opposizione di Francesco Causo, l’ingresso in maggioranza di file storiche della destra come Nuzzo. Io non credo che questa sia democrazia.

Si, è vero, ho copiato “Taviano Libera”, perché credo nella possibilità di un cambiamento, così com’è successo nel 2011 a Taviano, città che è stata contaminata da quelle stesse persone che hanno formato un’armata democratica, politica ed economica, che vorrei replicare a Racale. E infine, si,  il filo che unisce Taviano e Racale, probabilmente le unirà anche nella sconfitta. Ma questo è un punto di partenza.

Ho preparato i miei candidati, la mia etica e la mia chiarezza intellettuale non consente illusioni, nessuno, quindi,  cadrà in depressione in caso di non elezione.  Siamo concordi nel dover costruire qualcosa di futuribile, anche laddove otterremo unicamente i cinque consiglieri di minoranza.

Il nostro è un gruppo umile e collaborativo, a differenza dello schieramento avverso, in cui si stano letteralmente sopprimendo l’uno con l’altro al limite della correttezza e della dignità. Il domani appartiene a noi e qualcosa mi dice che sarà un futuro prossimo.


Che voto darebbe al sindaco Metallo e all’operato della sua maggioranza degli ultimi cinque anni con riferimento alle opere pubbliche, infrastrutture nella Marina di Torre Suda,  efficientamento energetico delle scuole, pista ciclabile, piscina comunale?

Lealmente, correttamente e serenamente darei un assolutamente insufficiente.

E’ stato bravissimo a fare un’operazione di marketing e di lifting alla città, avvicinandola ad un unanimismo, tipo Erdogan in Turchia.

Per quanto concerne le opere pubbliche, tutto ciò che è stato realizzato ha un nome e un cognome: il mio!

Posso dimostrare ciò che affermo, con documenti alla mano della Regione Puglia, datati gennaio 2012, anno in cui riuscivo da sindaco a fine mandato, dopo cinque anni di progettazione, lavoro e sforzi, a far finanziare trenta milioni di euro su tutto il territorio (inerenti i progetti di infrastrutture,  rete idrica e fognaria a Torre Suda, vasche di sollevamento, ecc.), grazie anche alla mia esperienza di consigliere regionale. L’unica cosa, di cui gli riconosco la paternità, è la pista ciclabile.

Ma lo dico da sportivo:  è una pista ciclabile ignobile. Non è mai stata collaudata. Una striscia di vernice azzurra, priva di collaudo,  non costituisce una pista ciclabile. Quella di Torre Suda non è degna di questo nome, costituisce piuttosto un’istigazione all’infortunistica stradale. Il concetto stesso di pista ciclabile è ben lontano da ciò che è stato realizzato nella marina.

Le piste ciclabili sono quelle che ci fanno conoscere l’entroterra, le campagne e non costituiscono un rischio.

Ha mistificato, inoltre,  la situazione finanziaria, spacciandola per salvataggio da un dissesto.

Ma il suo primo piano di risanamento è stato presentato ben tre anni dopo il suo insediamento, ovvero nel 2015, ritardo causato dalla sua impreparazione e della sua maggioranza.

Nel 2016, inoltre, la Corte dei Conti gli ha notificato una verità che tiene ben nascosta, ma che io ho intenzione di tirar fuori: i suoi dati sono falsati, erronei, la Corte dei Conti dice “errori nella trasmissione dei dati in bilancio” e lascia presagire che la sua amministrazione sia oramai prossima alla dichiarazione di dissesto.

 

Cosa direbbe a Metallo se lo avesse qui di fronte?

Metallo vuole “asfaltarmi”, o almeno così dice. A lui non interessa vincere, a lui serve vincere con percentuali tipo il 90 contro il 10, per legittimarsi nelle sue aspirazioni di posizionamento politico.

A questo punto gli lancio una sfida: Se davvero ama Racale, come recita il suo slogan,  la deve amare per cinque anni!! 

 Racale non si deve sedurre e poi abbandonare.

Lui deve sottoscrivere un impegno con la città: deve fare il Sindaco per cinque anni e io farò l’oppositore.

Ma  nel momento in cui si dovesse aprire una finestra sulla Camera o sulla Regione, lui non dovrà dire alla sua città “Grazie e arrivederci”.

Deve amare Racale per cinque anni se vuole fare il Sindaco!

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 25 Maggio 2017 17:33 )  
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