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STORIA LOCALE / Recensione

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IL BASSO SALENTO TRA MEDIOEVO e PRIMO '900

Uomini e Territorio di Racale, Felline, Taviano, Alliste, Melissano e Ugento

Abbiamo ricevuto in anteprima questo libro dal suo autore, il preside prof. Ennio Ciriolo, quando ancora non era in commercio. Ma abbiamo voluto attenderne l’inizio della distribuzione  per pubblicare su "Progetto Salento" una  prima recensione.

(Prima parte)

di Giuliano Ciriolo

 

Le conoscenze storiche danno un contributo fondamentale alla comprensione dell’ambiente in cui si vive e alla formazione del senso di cittadinanza. Sino a pochi decenni fa, ma per la verità accade ancora oggi sia pure in forma più episodica, gli storici accademici accusavano gli studiosi di Storia locale di provincialismo (col significato spregevole di localismo, campanilismo, chiusura mentale o arretratezza culturale). Ne è derivato un ampio dibattito dal quale è prevalsa, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, una significativa valorizzazione della Storia locale, della sua notevole efficacia ed incisività sia sul piano culturale-conoscitivo, sia su quello educativo, nel favorire il senso della memoria e dell’identità collettiva. Conoscere il “proprio” passato può infatti costituire una delle ragioni per non sentirsi estranei al luogo in cui si vive e per sviluppare un responsabile senso di cittadinanza. Peraltro è indubbio che attraverso la Storia locale si può capire meglio, molto meglio, anche la “Storia generale”.

    

Il pregevole libro del prof. Ennio Ciriolo, stampato per conto dell'Università di Lecce (Mario Congedo Editore), ben si presta al perseguimento e all’ottenimento di questi risultati. E’, per diversi aspetti, uno studio pionieristico, un testo di storia micro-territoriale che cerca di ricostruire le vicende, i percorsi, le trasformazioni avvenute in un’area geografica sostanzialmente omogenea, corrispondente alle sei Comunità di Taviano, Ugento, Racale, Melissano, Alliste e Felline, e in un arco temporale lunghissimo, dal Medioevo (476 d.C.) fino ai primi decenni del 1900.

Spesso la narrazione delle vicende particolari, locali, familiari, viene elaborata con la capacità di inserirle nel quadro degli eventi nazionali, richiamando cioè il collegamento con vicende di portata più generale (il processo di latinizzazione del Mezogiorno e l’introduzione del sistema feudale ad opera dei Normanni,  l’introduzione del sistema contributivo per “fuochi” sempre da parte dei Normanni, la moltiplicazione dei feudi e dei titoli in epoca Angioina e Aragonese, la riduzione di diritti e prerogative spettanti ai signori feudali da parte di Federico II, le ricorrenti tragedie economiche e sociali conseguenti alla diminuzione dei raccolti e alle carestie nel regno di Napoli ecc. ecc.).

Gli undici capitoli del lavoro del  prof. Ciriolo, strutturati con intelligenza in modo da poter essere letti anche autonomamente l’uno dall’altro, racchiudono argomenti, descrizioni, analisi e statistiche che fanno quasi respirare l’aria dell’epoca (il feudalesimo nel Salento, Melissano terra del miele, il flagello delle malattie croniche e le condizioni delle donne, i pozzi e le cisterne per lo stoccaggio dell’acqua potabile, difficoltà annonarie , poco pane e molti tumulti, i denti d’oro dei bambini, vivere e dormire nella stessa casa, contratti di matrimonio e doti, il paesaggio agrario, la macchia e il pascolo, il lavoro bracciantile e la piccola proprietà, le masserie della grande proprietà terriera, contratti e prestiti alla voce, e molto altro ancora).

L’autore, in 250 pagine circa è riuscito a scrivere, raccontare e trasmetterci  una “storia dal basso”, una “storia sociale” e financo “storia delle emozioni” come cercheremo di spiegare meglio nella seconda parte di questa nostra recensione. Una analisi, cioè, vista dal lato della povera gente, che spesso e quasi sempre “non fa storia” nei testi accademici-istituzionali o delle cosiddette “comunità scientifiche”, dove al contrario dominano le gesta, le parole e le vicende intorno ai “grandi personaggi”: re,  principi, duchi, conti, marchesi, baroni, feudatari, in genere “gente squattrinata che ebbe la forza di asservire uomini e lavoro e di condannare il Mezzogiorno napoletano ad uno stato di secolare arretratezza”.

L’autore si è invece addentrato nelle pieghe della vita reale delle nostre cittadine e, attraverso un sapiente intreccio di fonti bibliografiche e documenti spesso inediti e tirati alla luce dai vari Archivi, ne ha studiato le componenti sociali, religiose, culturali, politiche, l’ambiente urbano, il paesaggio agrario, il ruolo delle donne nell’ambito dell’universo familiare. Insomma è una storia di uomini e di donne in carne ed ossa vissuti, come dice lo stesso autore nella sua introduzione, “in una realtà condizionata da mali oscuri, ricca di contraddizioni, di lacerazioni sociali, di ritualità e sentimenti religiosi profondi, di difficoltà annonarie e faticose riprese alimentari, di alta mortalità e lente ripartenze demografiche, e non solo”.

Il libro è pensato anche per i più giovani, per far comprendere loro, attraverso le vicende del passato, la società di oggi; per questo motivo i vari capitoli sono punteggiati frequentemente da riferimenti e riflessioni sull’attualità, sui giorni nostri (piazza S. Vincenzo di Ugento, pianoro della Serra dell’Alto di Felline, ecc.), su quanto i nostri occhi  possono ancora vedere (cappella di S. Maria dell’Alto a Felline, pozzo interno alla cappella dell’Immacolata di Alliste, cisterne e pozzi pubblici medievali…..) o non più vedere in termini di testimonianze del passato (complesso monastico di S. Maria dell’Alto di Felline, complesso abaziale di S. Maria del Cibo di Melissano, fosse del grano annonario delle università e dei baroni…..).

Fra il decimo e l’undicesimo capitolo al testo è allegata una bella carrellata di significative foto a colori, riguardanti le piazze storiche dei sei centri cittadini interessati dalla ricerca, immagini esterne e soprattutto interne alle parrocchiali, alcuni capolavori della statuaria sacra a mezzo busto e bellissimi esempi di tele con immagini sacre, pulpiti e organi antichi all'interno delle chiese.

(Fine prima parte) 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Ottobre 2016 18:48 )  
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