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PRESENTAZIONE LIBRO PROF. ENNIO CIRIOLO

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RACALE / Serata di Cultura

"Il Basso Salento

tra Medioevo e Primo ‘900"


   

 

In una "Sala S. Sebastiano" gremita di gente, alla presenza del sindaco Donato Metallo e di altri amministratori della città che ha ospitato e organizzato l'evento, si è svolto ieri sera 5 Maggio 2017 il secondo appuntamento (dopo quello patrocinato dall'Amministrazione di Taviano) per la presentazione del volume di Storia locale scritto dal prof. Ennio Ciriolo, apprezzato e noto studioso di Felline.

E' stata una serata piacevole e interessante. Relatori il magistrato Roberto Tanisi di Taviano e lo storico prof. Aldo D'Antico di Parabita.

Ad arricchire l'evento ci hanno pensato tre noti e stimati artisti locali nel settore del teatro: Franco Manni, Ada Garofalo e Maristella Gaetani, che hanno letto alcuni significativi brani del libro.

Il sindaco D. Metallo ha portato il suo saluto a tutti i presenti ed è rimasto in sala fino all'ultimo minuto dell'incontro.

Il prof. Ennio Ciriolo, a conclusione del convegno, ha voluto spiegare ai presenti "l'origine del libro e la lunga fatica che ha imposto la sua stesura", nonchè i principi cardine che lo hanno guidato nella preparazione di questo lavoro.

"Progetto Salento", nel sottolineare come l'Autore abbia incassato nella serata di ieri la sua seconda grande soddisfazione morale e intellettuale per gli apprezzamenti ricevuti da ogni parte - apprezzamenti che si sono tradotti anche a Racale in un buon numero di copie vendute - pubblica le parti essenziali dell'intervento conclusivo dello stesso preside Ciriolo. 



 

 “Le ragioni della mia storia”

di Ennio Ciriolo


Non intendo parlare del mio lavoro poiché le valutazioni critiche spettano agli altri, a coloro che lo leggono. Ritengo tuttavia opportuno e doveroso fornire ai lettori alcuni chiarimenti per spiegare l’origine del libro e la lunga fatica che mi ha imposto la sua stesura.

Per cui dirò soltanto delle linee di forza, dei principi e dei criteri storici ai quali ho sempre tenuto fede con lo scopo di far conoscere il più oggettivamente possibile le ragioni che hanno determinato (e condizionato), in una visione storica di lunga durata, dall’Alto medioevo alla prima metà del 1900, le vicende sociali, economiche, demografiche, religiose, la memoria collettiva, la mentalità, le trasformazioni del paesaggio urbano e agrario, e diversi altri aspetti. Programma tanto ambizioso quanto altamente complesso.

Se in qualche misura ci sono riuscito, è perché ho avuto il grande vantaggio di disporre dei documenti necessari, rintracciati nel corso dei decenni che ho dedicato alla ricerca archivistica.

Tutti gli eventi, non importa se grandi o piccoli, sono frazioni essenziali, linee di luce del “tempo della storia”, che richiede di essere studiato nel suo ininterrotto svolgersi. Entro le coordinate essenziali del tempo e dello spazio, gli uomini, compresi i più umili, scrivono giorno dopo giorno la storia ma sono, loro stessi, il grande problema della storia.

Io credo che anche la storia dei nostri Comuni e l’esistenza e il destino di tutti coloro che l’hanno vissuta debbano essere scritti ad un livello ben più profondo rispetto a quanto si apprende dalla lettura di alcune piccole storie locali, a volte autoreferenziali, anguste e di corto respiro. Punti di vista certo significativi, ma il più delle volte solo parziali. La storia non è soltanto racconto erudito, ma soprattutto è spiegazione del dinamismo sociale di tutte le epoche, dei fatti accaduti e delle cause che li hanno prodotti, almeno entro i limiti  della documentazione che riusciamo a reperire (impresa tutt’altro che facile).

E pure il nostro territorio (intendo dire Racale, Taviano, Felline, Ugento, Alliste, Melissano) ne richiedeva una.

Una storia reale e profonda, circostanziata, documentata, che a volte non è facile capire e spiegare, ma che è pur sempre strumento efficace che consente a noi contemporanei di proiettare qualche fascio di luce sul nostro passato, scrollandolo da molte incrostazioni ingiustificate e fuorvianti.

È la sola via che ci consente di scoprire, anche se in minima parte, la realtà trascorsa dei nostri paesi. Realtà vera e non fumosa, condizionata da mali secolari, ricca di contraddizioni, di lacerazioni sociali, di ritualità e sentimenti religiosi profondamente radicati, di difficoltà annonarie e faticose riprese alimentari, di alta mortalità e lente ripartenze demografiche nel cui contesto sono vissuti uomini e donne in carne e ossa, molti dei quali hanno conosciuto soltanto pane nero in vita e poco pane bianco in punto di morte.

Ogni ricerca appassionata punta alla conoscenza della viva sostanza della storia, anche se il suo spessore rimane sempre tremendamente complesso. È vero: il lavoro dello storico si proietta nel passato, ma con l’obiettivo di immergerci il più possibile nella spiegazione del nostro presente per poterlo gestire da protagonisti consapevoli e responsabili.

Non vi è infatti storia immobile o frammentata, per cui lo storico è sempre impegnato in un costante andirivieni dal passato al presente e dal presente al passato: il tempo della storia non è uniforme, ripetitivo, definito una volta per tutte. È, al contrario, causa prima, dinamica, delle condizioni esistenziali degli uomini nelle diverse epoche.

Grazie a tutti!


 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Maggio 2017 21:53 )  
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