Progetto Salento

Imprenditori, Istituzioni, Cittadinanza attiva, Protagonisti del Salento che cambia

Sunday
Jul 22nd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio e Ambiente

Territorio e Ambiente

In attesa di PRG e PUG / Racale

In attesa di  PRG e PUG / Racale
Nel Comune di Racale l'attuale normativa urbanistica risale agli anni '80, con riflessi negativi sull'attività edilizia e professionale di operatori economici e tecnici del settore. Ne parliamo in questo ampio servizio con il vicesindaco e assessore all'urbanistica Francesco Cimino.

Assessore Cimino, nel suo comune l'attuale normativa urbanistica risale agli anni '80 (PDF). Nel 2002 venne presentato un primo Documento ufficiale (Documento Programmatico Preliminare) col quale si dava inizio all'iter di approvazione del più importante strumento urbanistico, il PUG (Piano Urbanistico Generale). Siamo al 2011 e non si sono ancora concluse le procedure di approvazione definitiva. Per quali ragioni?
Prima di rispondere alla sua interessante domanda mi preme fare alcune importanti precisazioni in merito ai riferimenti normativi che disciplinano la redazione del PUG. Bisogna dire che abbiamo assistito ad una importante e "rivoluzionaria" evoluzione normativa che disciplina la pianificazione e lo sviluppo del territorio. Si è passati infatti dall'approvazione da parte della Regione Puglia del PRG di cui alla L.R. n. 56/1980, al controllo di compatibilità di cui alla L.R. n. 20/2001. Da tale confronto emerge anzitutto una differenza sostanziale ascrivibile al fatto che mentre con la L.R. n. 56/1980 era la Giunta Regionale che approvava il PRG, con la L.R. n. 20/2001 l'organo di governo della Regione si limita all'effettuazione di un mero controllo di compatibilità tra il PUG (Piano Urbanistico Generale) ed il DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale). Lo stesso discorso vale per il controllo da parte della Giunta Provinciale rispetto al PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Alla luce di quanto su esposto c'è da dire che il DRAG è stato approvato solo con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 120 del 29 agosto 2007 e che, prima e dopo la sua entrata in vigore, si sono succedute diverse circolari, l'ultima è la Circolare Assetto del Territorio n. 1/2011 "Indicazioni per migliorare l'efficacia delle conferenze di copianificazione previste dal DRAG nella formazione dei Piani Urbanistici Generali) che hanno "costretto" i nostri progettisti Arch. Barletti e Ing. Del Piano ad adeguare ed avviare un progressivo affinamento delle modalità di redazione del PUG e degli elaborati che lo compongono. Oggi siamo alla fase conclusiva visto che in data 17/10/2008, presso la Regione Puglia si è aperta la Conferenza di Copianificazione del PUG della nostra città, propedeutica alla sua adozione. In quella sede si è convenuto di approfondire gli aspetti geomorfologici e idrografici del territorio comunale nel quadro dei Comuni contermini. Nel quadro di tale attività condivisa, in data 11/03/2009 l'Autorità di Bacino ha presentato, presso il Comune di Melissano, il proprio studio morfologico, idrologico e idraulico dell'area, comprendente anche il territorio di Racale, di cui, in data 26/03/2009, l'Amministrazione comunale ha preso atto senza osservazioni. Tale studio integra il sistema delle conoscenze ed i quadri interpretativi del nostro territorio e verrà sottoposto, assieme agli elaborati della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) alla condivisione da parte della Conferenza di Copianificazione suppletiva che sarà richiesta a brevissimo per poi giungere finalmente alla Adozione del PUG.

Nel PUG è prevista una pianificazione intercomunale, con i comuni, per esempio, di Alliste, Taviano e Melissano?
No, alla luce della L.R. n. 20/2001 è previsto un processo di coinvolgimento dei paesi contermini nella fase di Conferenza di copianificazione, ed in tale sede avviene anche la presa d'atto del quadro delle conoscenze.

L'attuale strumento urbanistico, il PDF dell'81, prevede nella marina di Torre Suda delle Zone di sviluppo urbanistico denominate "B5", "F speciale" ed altre. Ma in tali Zone ad oggi non è ancora possibile edificare in quanto non sono stati approvati i c.d. "Piani Particolareggiati". Ragion per cui nella marina l'edilizia è ferma. Come mai questi ritardi?
A questa domanda le rispondo con entusiasmo e soddisfazione, perchè proprio nel Consiglio Comunale del 30 agosto scorso abbiamo finalmente approvato una mia proposta di deliberazione avente ad oggetto: "Zona omogenea B/5 di completamento edilizio. - Approvazione perimetrazione di ambiti territoriali d'intervento unitario. Modalità attuazione del P.di F". In effetti il Comune di Racale è dotato di Programma di Fabbricazione approvato con deliberazione G.R. n.5724 del 13.07.1981. E noto che le norme tecniche di attuazione del suddetto strumento urbanistico generale, in riferimento alle zone omogenee di completamento B/5, prevedono che, ai fini del rilascio del titolo abilitativo edilizio, occorre la previa approvazione di un piano urbanistico esecutivo. A distanza di trent'anni dall'approvazione del P. di F., il piano esecutivo in questione non è stato approvato.

Assessore, trent'anni sono una enormità...
Le zone di completamento B/5, già inserite nel I° Programma Pluriennale di Attuazione scaduto nell'anno 1985, sono state in passato oggetto di uno studio, il cui piano attuativo è stato rigettato dal Comitato Urbanistico Generale di Bari con parere n.262 espresso nella seduta del 14.10.1988. Tale piano ha rappresentato lo sforzo massimo che il comune poteva esercitare per sottoporre a pianificazione attuativa una zona quale la B/5 che per un verso è morfologicamente sfilacciata ossia irregolare, per altro verso è disomogenea in quanto vi sono sia aree largamente edificate, sia aree libere. Sul piano fattuale non ci si può non avvedere del fatto che la zona B5 della Marina di Torre Suda, ha conosciuto nel corso degli ultimi venti anni, un progressivo sviluppo edilizio abusivo, avulso dal qualsivoglia pianificazione attuativa; A ciò va aggiunto che il territorio interessato da tale tipizzazione presenta ampie porzioni pressoché completamente edificate e dotate delle principali opere di urbanizzazione primarie. Inoltre sussistono altresì, sempre nell'ambito del comparto della zona B5, aree inedificate di ridotte dimensioni, prevalentemente intercluse, ossia circondate da costruzioni regolarmente assentite o condonate ai sensi della legge L.47/85 e L.724/94 e affaccio con strada pubblica. Infine sono inoltre presenti casi di aree libere di più estese dimensioni, nell'ambito del comparto delle zone B/5 individuate al vigente P. di .F. In tale situazione c'è da chiedersi se oggi sia possibile in termini realistici e concreti e non semplicemente teorici dotare la zona B/5 di un Piano Particolareggiato al fine di consentire lo sviluppo turistico del territorio e di garantire i proprietari delle aree libere l'esercizio del diritto di costruire.

E qual è la risposta?
La risposta è sicuramente no! perchè la zona B/5 non ha più le caratteristiche che aveva alla data di adozione del P. di F., nel senso che se non si è riusciti a farlo all'epoca, allorquando il territorio non era edificato in maniera così intensiva così come lo è oggi, e praticamente impossibile farlo adesso, poiché ci si troverebbe costretti a compiere veri e propri interventi chirurgici, per reperire gli standards all'interno delle aree libere, non potendosi evidentemente incidere sulle aree regolarmente edificate o con edificato sanato.

E in che modo avete sbloccato le zone B5 nella marina di Torre Suda?
Tenuto conto della giurisprudenza amministrativa in tale materia, abbiamo individuato uno strumento alternativo al Piano Attuativo, che consente ugualmente di raggiungere l'obiettivo di infrastruttutare il territorio. E lo strumento alternativo è quello di cui alla mia proposta di deliberazione. Nei casi in cui siano presenti aree di limitata dimensione nella zona B5, servite dalle opere di urbanizzazione primaria e che risultino a tutti gli effetti intercluse, può procedersi al rilascio del permesso di costruire, sulla base degli indici e dei parametri edificatori previsti dalla normativa tecnica di attuazione del P. di F., e previa monetizzazione degli standards. Nei casi in cui si tratti di aree di dimensioni più ampie, all'interno delle quali sia possibile la realizzazione di opere di urbanizzazione ulteriori rispetto a quelle già presenti, ovvero il potenziamento di queste ultime, può darsi luogo al rilascio dell'assenso edilizio, previo convenzionamento con il proponente, ai sensi dell'art. 12, comma 2, e dell'art. 16, comma 2, DPR n. 380/01 e s.m.i.; tale convenzionamento dovrà essere necessariamente finalizzato a dotare l'area interessata dall'intervento delle opere infrastrutturali eventualmente mancanti, raggiungendo un dimensionamento che, sul piano quantitativo, soddisfi i paramenti minimi di cui al D.M. n. 1444/68, in rapporto alla volumetria di progetto. Per attuare questa modalità di intervento sulle aree di dimensione più rilevanti sono quindi stati perimetrati alcuni ambiti territoriali omogenei all'interno dei quali, i proprietari potranno proporre il convenzionamento ai fini della individuazione e successiva realizzazione degli standards. Colgo l'occasione per ringraziare per la sua preziosa collaborazione il Dirigente dell'Ufficio Tecnico Ing. Renato Del Piano precisando che tale proposta di deliberazione è stata da lui supervisionata. Un ulteriore ringraziamento va al Dirigente Geom. Cosimo Mosticchio che oggi sostituisce l'Ing. Del Piano, il quale ha condiviso ed ottimizzato la stessa proposta di deliberazione. Ecco perchè, caro Direttore, mi sento di ringraziarla per questa domanda. Finalmente dopo 30 anni si sono sbloccati circa 21 Ettari di suoli edificatori "bloccati" dalla burocrazia con una conseguente positiva ricaduta a favore dell'economia del nostro paese. E' stato restituito il diritto ad edificare ai proprietari dei suoli tipizzati B/5 e sono stati creati i presupposti per creare lavoro ai tecnici, ai muratori, intonacatori, idraulici, elettricisti, falegnami, piastrellisti, mobilifici etc.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Ottobre 2011 20:14 )

Leggi tutto...
 

Ecco perchè c'è un "limite allo sviluppo"

Ecco perchè  c'è un

Fra le leggi dell'economia e quelle della natura quali saranno a prevalere?

Siamo una scuola quindi un posto dove si fabbrica cultura. Nei percorsi scolastici c'...
Leggi tutto...

Le "Tajate"

Le
Ringrazio Giuliano Ciriolo, direttore editoriale della presente rivista, che mi ha dato l'opportunità di parlare in questo numero delle "Tajate"; in altre parole, delle c...

Ultimo aggiornamento ( Domenica 01 Maggio 2011 19:43 )

Leggi tutto...

La Regione Puglia mette a rischio l’acqua della falda carsica del Salento con la SANATORIA DEI POZZI ABUSIVI

La Regione Puglia mette a rischio  l’acqua della falda carsica del Salento con la SANATORIA DEI POZZI ABUSIVI
Nella proposta di legge Finanziaria della Regione Puglia agli articoli 24, 25 e 26 è prevista la sanatoria dei pozzi abusivi. L'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori ...
Leggi tutto...

Ecco alcuni rilievi critici di ARPA PUGLIA

Ecco alcuni rilievi critici  di ARPA PUGLIA
Al fine di poter contribuire alla valutazione della fattibilità dell'intervento relativo alla costruzione della Centrale Termoelettrica alimentata a biomasse "Helianthos ...

Ultimo aggiornamento ( Sabato 26 Febbraio 2011 20:22 )

Leggi tutto...
Pagina 5 di 11
Banner
Banner

 

AMMINISTRATORI & CITTADINI

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO, ANTICIPANDONE I CONTENUTI, IL MANIFESTO FIRMA...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

1982 - 2017 35 anni di attività 7000 sacche di sangue raccolte !   di Giuliano CIRIO...

 

VOLONTARIATO & SOCIETA'

35 anni a favore di chi soffre (1982 – 2017)   Articolo / Comunicato a cura de...

 

ALLISTE / BILANCIO COMUNALE

Deliberazione n. 67/PRSP/2017  REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE R...

 

EMERGENZE SOCIALI

REDDITO di DIGNITA’ da Alliste e Felline arriva il buon esempio   di Giuliano Cirio...