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Turismo di "massa" o di "qualità"?

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L’estate 2013 è appena finita. I dati parlano chiaro: la Puglia e il Salento in particolare sono terre che emozionano e registrano per questo un trend in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Nell’ambito salentino, Porto Cesareo, Otranto e soprattutto Gallipoli si sono classificati ai primi posti in termini di presenze turistiche e capacità attrattive. Gallipoli ha fatto la parte del leone: la Città Bella, la perla dello Jonio, trasformata nel mese di Agosto in un “divertimentificio” per folle di turisti, soprattutto giovani, attratti da discoteche, stabilimenti balneari e Lidi sempre più attrezzati e accoglienti, riuscendo a reggere il paragone persino con regine come Rimini e Riccione. Il Parco Gondar di Gallipoli è stato l’emblema del divertimento giovanile. La Città è divenuta così  punto di riferimento e  caso mediatico a livello nazionale, innescando tante discussioni, tensioni, spaccature, polemiche e invidie. Peraltro, il boom dell’estate gallipolina ha riproposto in termini più urgenti e crudi l’antico dilemma: quale modello turistico per il Salento? Turismo di massa o di qualità? Il sindaco di Gallipoli, dr. Francesco Errico, in questa lunga intervista, rivela tutta la sua soddisfazione e il suo orgoglio per aver dato respiro all’economia locale e per l’interesse e l’attrazione che l’industria turistica gallipolina e la Città nel suo insieme, in linea con le direttive strategiche dell’amministrazione comunale, sono riuscite a ritagliarsi nel panorama nazionale ed europeo. Al punto che il suo collega di Melendugno, Dr. Marco Potì, ha già manifestato l’opportunità/desiderio di “imitare” in qualche modo sulla costa adriatica  il “modello Gallipoli”. Il sindaco di Otranto, invece, Dr. Luciano Cariddi, si esprime in maniera più cauta e riflessiva  sull’argomento, e non mostra grande entusiasmo per un modello turistico a base di divertimentificio (vedi ns. intervista a fianco).
Interpellando direttamente i due primi cittadini di Gallipoli e Otranto Progetto Salento ha voluto fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti dell’estate 2013, anche per meglio capire i termini del dilemma tutto salentino e le possibili vie di uscita.
L’estate 2013 è appena finita. I dati parlano chiaro: la Puglia e il Salento in particolare sono terre che emozionano e registrano per questo un trend in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Nell’ambito salentino, Porto Cesareo, Otranto e soprattutto Gallipoli si sono classificati ai primi posti in termini di presenze turistiche e capacità attrattive. Gallipoli ha fatto la parte del leone: la Città Bella, la perla dello Jonio, trasformata nel mese di Agosto in un “divertimentificio” per folle di turisti, soprattutto giovani, attratti da discoteche, stabilimenti balneari e Lidi sempre più attrezzati e accoglienti, riuscendo a reggere il paragone persino con regine come Rimini e Riccione. Il Parco Gondar di Gallipoli è stato l’emblema del divertimento giovanile. La Città è divenuta così  punto di riferimento e  caso mediatico a livello nazionale, innescando tante discussioni, tensioni, spaccature, polemiche e invidie. Peraltro, il boom dell’estate gallipolina ha riproposto in termini più urgenti e crudi l’antico dilemma: quale modello turistico per il Salento? Turismo di massa o di qualità? Il sindaco di Gallipoli, dr. Francesco Errico, in questa lunga intervista, rivela tutta la sua soddisfazione e il suo orgoglio per aver dato respiro all’economia locale e per l’interesse e l’attrazione che l’industria turistica gallipolina e la Città nel suo insieme, in linea con le direttive strategiche dell’amministrazione comunale, sono riuscite a ritagliarsi nel panorama nazionale ed europeo. Al punto che il suo collega di Melendugno, Dr. Marco Potì, ha già manifestato l’opportunità/desiderio di “imitare” in qualche modo sulla costa adriatica  il “modello Gallipoli”. Il sindaco di Otranto, invece, Dr. Luciano Cariddi, si esprime in maniera più cauta e riflessiva  sull’argomento, e non mostra grande entusiasmo per un modello turistico a base di divertimentificio (vedi ns. intervista a fianco).  Interpellando direttamente i due primi cittadini di Gallipoli e Otranto Progetto Salento ha voluto fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti dell’estate 2013, anche per meglio capire i termini del dilemma tutto salentino e le possibili vie di uscita.

"Gallipoli ha trainato il turismo Salentino"

Sindaco Errico, l’estate gallipolina 2013 sarà ricordata non solo per i 40 gradi all’ombra. Il boom turistico nella sua Città ha sollevato discussioni e contrapposizioni. Per molti, Gallipoli è divenuto un “modello turistico” da imitare…
Si, e questo perché a Gallipoli abbiamo fior di cultura e di eventi. Da luglio ad Agosto abbiamo avuto quest’anno concerti di musica classica, mostre di quadri, concerti di ogni genere in tutte le piazze, l’evento di miss mondo. La verità è che Gallipoli è oggetto di attenzione da tutti i punti di vista. 

Solo allarmismi ingiustificati, quindi, quello che giornali e Tv hanno detto e scritto per tutta l’estate?
Ma cosa dobbiamo criminalizzare? Cento giovani su centomila che hanno assunto comportamenti da condannare? Qualche disagio che si è verificato nei quindici giorni intorno a Ferragosto?

Intorno a Ferragosto sindaco i cordoni della vigilanza e dei controlli si sono allentati. Per tutelare quali interessi?
Noi abbiamo mantenuto perfettamente le regole limitative che abbiamo dato ad Assobalneari. Intorno a Ferragosto, con l’arrivo di migliaia di giovani da tutta Italia, i cordoni si sono allentati da soli. 

Da soli? Cosa vuol dire? E i sistemi di controllo?
Noi come città di Gallipoli partiamo con un corpo di Polizia Municipale di 15 persone, di cui 4 non possono uscire per strada. Per questo l’Amministrazione comunale ha fatto un concorso per  vigili urbani provvisori per il periodo estivo ed ha impiegato 30 unità sul territorio, cosa mai successa nei precedenti anni.  Se un gruppo di 30 persone in totale può reggere una situazione di un carico antropico di 300-350mila persone, lei mi dica, da soli, sottolineo, da soli, cosa possono fare?

Si devono interessare di ordine pubblico, di viabilità, di abusivismo commerciale, di abusivismo edilizio, di affitti in nero. Mi dica: cosa può fare di più rispetto a quello che ha fatto un gruppo di 25-30 vigili urbani nel periodo di agosto a Gallipoli? Io non voglio accusare, voglio risolvere i problemi. Ma se le istituzioni di competenza non reputano opportuno mandare qui cospicue forze dell'ordine noi come possiamo fare da soli, con una popolazione che in due-tre mesi passa da 20.000 a 350.000 persone? Con poco organico di carabinieri, polizia, guardia di finanza e capitaneria di porto, come possono fare 25 vigili urbani a tenere sotto controllo la situazione? Allora la programmazione chi non ha saputo farla, il comune di Gallipoli o gli altri Enti che avrebbero dovuto partecipare a questa "emergenza"?

Però sindaco quelle orde di giovani, molti dei quali già ubriachi alle prime luci dell'alba, hanno creato seri problemi di ordine pubblico e di convivenza con la popolazione residente

 

Non voglio dire che a Gallipoli non ci sono state devastazioni da parte di giovani venuti da tutta Italia. Però lei mi deve dire una cosa: come fa' un'amministrazione nelle ore mattutine a vietare la vendita di superalcolici nei supermercati a persone maggiorenni?
Secondo lei cosa può fare una pattuglia con due vigili urbani all'interno di un Lido o in un locale dove ci sono mille o duemila persone che stanno ballando, molte di queste già ubriache perché hanno comprato i superalcolici nei supermercati?
Come si fa a mettersi all'entrata di Gallipoli e dire: tu sei giovane, ti ubriachi, quindi tornatene indietro. Come si fa? E' impossibile!

 

Ma questo tipo di turismo lei lo invoca oppure, complice la crisi, lo sopporta?

Fosse per noi amministrazioni ci sceglieremmo i turisti fra russi, cinesi e americani, che vengono, sborsano un sacco di soldi e se ne vanno lasciandoci tutti tranquilli e sereni. Però purtroppo dobbiamo accettare tutto, anche perchè dobbiamo capire che siamo in un periodo di vacche magre per tutti. I commercianti e gli operatori turistici di Gallipoli quest'anno hanno avuto finalmente un po' di ossigeno, perché non hanno lavorato solo i Lidi ma tutti, dai bar alle lavanderie. E poi è vero che il turismo salentino ha preso un 5% in più quest'anno, ma ha trainato Gallipoli con il suo + 35%. A Gallipoli c'è il tutto esaurito nelle strutture alberghiere fino al 15 di Ottobre 2013! Non so se sono stato chiaro.

Ma c'è qualcosa che si rimprovera? C'è qualcosa che questa estate le è sfuggito di mano?

A noi quello che è sfuggito di mano, non solo come Amministrazione ma come l'insieme delle forze impegnate sul territorio, sono stati gli affitti in nero. Quando in una casa ti arrivano 15-20 ragazzi senza alcun tipo di controllo, chi la tiene a bada questa gente qua? Interi quartieri di Baia Verde e Lido S. Giovanni saccheggiati da queste persone locate in nero. Gallipoli ha 14.000 posti letto censiti, fra alberghi, B&B e campeggi. E gli altri 200.000 turisti dove stanno? Dove dormono, se non in queste case affittate a nero? Se noi avessimo avuto il supporto forte dei carabinieri, polizia e guardia di finanza, ai 50 verbali dei nostri vigili se ne sarebbero aggiunti 500.

Quali accorgimenti per la prossima stagione estiva?

Per il prossimo anno eviteremo completamente l'uso della litoranea la sera. Gli stabilimenti balneari alle 20 categoricamente dovranno terminare la loro attività. Individueremo inoltre nuove aree parcheggio.

Ultima domanda sindaco. Immagino che questa estate è stato imbarazzante per lei leggere certi titoli di giornali o sentire i Tg nazionali parlare di "orde di giovani" e casi di stupro a Gallipoli...

Quando escono queste notizie false sui giornali o nei telegiornali, anche nazionali, posso anche pensare, con un pensiero di tipo andreottiano (a pensar male non si fa mai peccato), posso pensare che è probabile che ci sia una congiura contro il turismo di Gallipoli. Adesso però vorrò vedere cosa c'è di concreto con questi due presunti casi di stupro, perché se ci fossero le condizioni sarei intenzionato a chiedere i danni anche alla Rai per certe notizie allarmistiche di cronaca diffuse nel bel mezzo della stagione estiva.

Continua la lettura su Progetto Salento n.31

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Aprile 2015 15:42 )  
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