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IL COMPLESSO DI “LEUCA PICCOLA”

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Nel lontano 1600, a Barbarano (oggi frazione di Morciano) come in tutti i paesini del Capo di Leuca, si registrò un intenso rifiorire della vita religiosa. Molte famiglie nobili, ricche e importanti, decisero di ristrutturare vecchie cappelle e costruirne delle nuove, un modo, anche questo, per redimere i propri peccati. Fu così che Don Annibale Capece, un sacerdote della famiglia baronale, nel 1685 scelse il santuario di Leuca Piccola per dare maggior lustro al suo casato, erigendo il monumentale "Complesso di Leuca piccola", con cui stabiliva un traguardo mai raggiunto dalle altre famiglie del Paese. Salendo per una scala stretta e ripida, si arriva al terrazzo della chiesa, da dove si può ammirare un bellissimo panorama.
I pellegrini che arrivavano fin qui, davanti a tante bellezze e ai servizi logistici così comodi, erano portati a pensare di essere giunti al tanto decantato Santuario di Leuca. Fu per questo motivo che il vescovo di Alessano, alla cui diocesi apparteneva il Santuario di Santa Maria di Leuca, mentre Leuca Piccola apparteneva alla diocesi di Ugento, accusò il nostro piccolo Santuario di plagio, facendo ricorso direttamente al Vaticano. Il problema, fortunatamente, fu risolto in modo diplomatico, cambiando il nome del santuario in "Santa Maria di Leuca del Belvedere" e "Leuca Piccola".
Barbarano, dunque. Un tempo, in questo piccolo borgo, i Pellegrini che viaggiavano per raggiungere mete di culto come la collina di Vereto o il famosissimo Santuario di Santa Maria di Leuca, solevano sostare, per rifocillarsi e riposarsi, nel "Complesso di Leuca Piccola".
Vi sarete sicuramente già posti la domanda: ma perché "Leuca Piccola"?
L'aggettivo si riferisce al fatto che questo Santuario riproduce in forma "ridotta" il Santuario di Santa Maria di Leuca precedente a quello attuale. E perchè "Complesso"? La risposta è molto semplice; oltre al piccolo Santuario, sul sito sono presenti diverse strutture: i sotterranei della Chiesa, delle arcate e un piazzale ove, un tempo, si svolgeva il mercato, rimesse e scuderie, una vecchia locanda e un'officina realizzate, però, in periodi diversi. La parte più antica è costituita dal piccolo Santuario. Molto importante è stato il ruolo di Leuca Piccola, soprattutto dopo i lavori di restauro, grazie ai quali divenne, usando dei termini forse un pò azzardati per rendere l'idea, una piccola stazione di servizio, una specie di moderno Autogrill, dove i Pellegrini potevano fermarsi, riposare e rifocillarsi nella locanda, oggi purtroppo distrutta, o nei sotterranei.
Potevano anche preparare le provviste necessarie per rimettersi in cammino, acquistandole al mercato, che si svolgeva sullo spiazzale introdotto da splendide arcate, o lavorando direttamente i campi e tenendo per sé i frutti del raccolto.
Durante la loro sosta, i Pellegrini lasciavano i loro animali nelle rimesse, o nella scuderia e potevano far riparare i loro carri in una piccola officina, affiancata al Santuario (l'officina in cui, fino a pochi anni fa, prima che chiudesse, lavorava Mastro Giovannino Fanciullo, uno degli ultimi caraderi della provincia di Lecce).
di Sandra Sammali
Dott.ssa in Lingue e cultura per il management turistico
Articolo Tratto da Progetto Salento n.31

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Novembre 2013 15:44 )  
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