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Volontariato e Società

VOLONTARIATO E SOCIETA' / LA BAND DI BABBO NATALE

VOLONTARIATO E SOCIETA' / LA BAND DI BABBO NATALE

SOLIDARIETA'

SENZA MASCHERA 

La Storia di una benemerita Associazione intercomunale di Solidarietà Sociale raccontata a “Progetto Salento” dal suo fondatore e Presidente GIORGIO ADAMO

www.progettosalento.eu

Intervista a cura di

GIULIANO CIRIOLO 

 

Presidente, com’è nata l’idea di questa “Band di Babbo Natale”?

Avevo l’età di 16 anni; è nato tutto in occasione di una febbre che mi aveva costretto a letto. Guardavo un film americano alla televisione in cui c’erano grandi sfilate di babbi natale. Allora mi son chiesto: perché non farlo anche nel mio comune?

 

Qual’è stata la risposta?

Ho pensato subito di interessare a questa idea alcuni giovanissimi che facevano parte dell’Azione Cattolica di Alliste. La prima volta fummo in cinque a vestirci, e già fioccarono le prime critiche per questa iniziativa, anche dall’interno della stessa Azione Cattolica alla quale pure io ero iscritto sin da quando avevo 13 anni.

 

Qual’era la critica che in particolare le veniva mossa?

Mi fu chiesto cosa c'entrava la sfilata dei Babbi Natali con il cammino cristiano dell’Azione Cattolica. La mia risposta fu immediata: la felicità dei bambini, quello che voleva anche il Signore.

Sta di fatto che nel giro di un mese da quella prima iniziativa, il Gruppo arrivò a circa 50 adesioni, e insieme annualmente facevamo la sfilata dei Babbi, sempre nell’ambito dell’Azione Cattolica di Alliste.

Con gli introiti derivanti dai nostri sponsor abbiamo cucito i vestiti e comprato l’occorrente per queste sfilate. Ma avevo subito intuito che intorno a questa iniziativa poteva girare una raccolta fondi.

 

A chi erano destinati all’inizio i Fondi raccolti?

All’inizio la raccolta fondi era destinata all’interno della Parrocchia, alla Caritas. Io però volevo che i fondi raccolti venissero destinati non ad una Istituzione, diciamo così, generica, anche se rispettabile come la Caritas, ma a qualche altra Istituzione che avesse alla base il soccorso e l’aiuto specifico ai bambini. E su questo obiettivo il Gruppo non solo si mostrò unito e compatto, ma andò allargandosi con nuove adesioni che nulla avevano a che fare con l’Azione Cattolica.

 

Come venne sanato questo contrasto con l’Azione Cattolica di Alliste?

L’insieme delle ragioni che le ho riferito mi orientò nel 2011 a staccare il Gruppo dei Babbi Natale dall’Azione Cattolica. Non avendo più un’Associazione e un “simbolo” sostenitore alle spalle, continuai comunque con questa iniziativa mettendoci in prima persona la faccia, denominando il Gruppo “Giorgio Adamo Organizza”. Ripeto, eravamo nel 2011. Da questo momento dunque, potevamo liberamente destinare la raccolta fondi verso Istituzioni che si prendevano cura dei bambini: il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce.

 

Come avete avviato il rapporto con questo reparto?

Per poter arrivare e aiutare questo reparto dell’Ospedale di Lecce bisognava passare dall’Associazione “Per un sorriso in più” che gestisce il reparto, e dai suoi pilastri fondamentali: Rita Masciullo e Antonio Giammarruto.  Contattai la sig.ra Rita Masciullo (facilitato dal fatto che aveva parenti ad Alliste) e le dissi che volevamo destinare alla sua Associazione la raccolta fondi: ci fu dunque concesso di utilizzare il simbolo stesso dell’Associazione “Per un sorriso in più”. Così nel 2011 destinammo i primi 750 euro al reparto di Oncoematologia Pediatrica di Lecce.

 

Ma avete mai verificato come venivano utilizzati i Fondi che al reparto destinavate?

Nel 2012 ho toccato con mano la realtà di quel reparto. Chiesi infatti a Rita Masciullo di poter fare volontariato diretto nel reparto che ospitava bambini affetti da neoplasie infantili. Volevo verificare, in effetti, da un lato com’erano utilizzati i nostri fondi che a loro destinavamo, e poi volevo fare un’esperienza forte, come volontario.  Quell’esperienza mi ha cambiato la vita! Per due mesi, una volta a settimana, mi recavo al reparto a Lecce a fare assistenza morale ai bambini e loro genitori. E’ stata veramente l’esperienza più forte della mia vita; basta pensare che dopo che facevi volontariato, ogni volta dovevi passare dallo psicologo in modo che la malattia dei ragazzi non te la portavi a casa. In realtà posso dire che nonostante l’intervento costante degli psicologi, quella malattia te la portavi comunque a casa.

 

Com’è avvenuto il passaggio dal Gruppo “Giorgio Adamo organizza” all’Associazione “La Band di Babbo Natale”?

Riferii ai miei ragazzi del Gruppo di questa esperienza diretta, e tutti accolsero la mia proposta di continuare a destinare i fondi delle nostre attività di raccolta a quella realtà. Comunicai altresì che il nome “Giorgio Adamo organizza” per me non andava più bene e che bisognava passare dal Gruppo ad una vera e propria Associazione. 

Così nel 2012 è nata “La Band di Babbo Natale”, con tanto di Statuto e di organi dirigenti e controllori. La tessera di iscrizione costa 5 euro. I soci non sono obbligati a vestirsi, ma possono dare il contributo di impegno che ritengono opportuno. La carica di Presidente viene rinnovata ogni due anni e fino ad oggi l’anno affidata a me.

 

Ma come iniziò il percorso che doveva allargare le basi di questa Associazione?

 Iniziammo a contattare la scuola di ballo “Max” di Racale, coordinata da Massimo Coppola e Maria Antonietta Caggiula, entrambi di Taviano. Raccontammo tutto quanto noi facevamo con l’Associazione. Maria Antonietta Caggiula accettò subito e garantì sia la sua presenza personale sia di tutta la scuola.

Per intenderci, Maria Antonietta Caggiula era quella che faceva i balli, e fu la prima presidente onoraria della nostra associazione. Poi si dimise da questa carica per poter entrare nel direttivo. Maria Antonietta è deceduta lo scorso 4 Febbraio 2016. E’ stata una persona che ci ha insegnato tantissime cose perché, per esempio, mentre la mattina faceva la chemio, la sera veniva a ballare.

 

E dopo la scuola di ballo della sig.ra Caggiula?

In effetti, una volta staccatomi dall’Azione Cattolica di Alliste mi resi libero anche di organizzare la Band su base intercomunale. Ero fiducioso di potercela fare.

Nel 2012 ho subito cercato di coinvolgere Felline, ma andò male. Mentre a Racale trovammo buona accoglienze e immediati risultati.

Il 2012 fu il primo anno targato Band e raccogliemmo fra Alliste e Racale 2.300 euro.

 

E nel 2013 come andarono le cose?

L’anno successivo – 2013 -  la Band si estese anche a Taviano e Ugento, e la raccolta arrivò a 6.000 euro.

Poi abbiamo deciso di inserire anche a livello di Statuto il carattere intercomunale dell’Associazione. Abbiamo quindi fatto una variazione al nostro Statuto e abbiamo istituito una Associazione con un proprio direttivo in ognuno di questi comuni.

Quindi abbiamo quattro organismi direttivi periferici coordinati da un Direttivo centrale o intercomunale, composto da 9 membri, del quale io sono il Presidente, Alessandra Ricchiuto la vice-presidente (Ugento) e Antonio Cimino vice-presidente vicario (Racale). Presidente onorario Fernando D’Aprile (Alezio).

 

Non abbiamo sentito ancora nominare Melissano

Nel 2016 l’Associazione è nata anche a Melissano.

 

Quanto avete consegnato al reparto del “Vito Fazzi” dal 2011 ad oggi?

Nel 2014 abbiamo raccolto 10.800 euro; nel 2015  16.100 euro; nel 2016 26.100. Aggiungendo anche tutte le raccolte fondi con le uova di Pasqua, possiamo dire che dal 2011 ad oggi abbiamo consegnato al reparto dell’Ospedale di Lecce circa 100mila euro, diventando così lo sponsor maggiore.

 

Come si organizzano e si svolgono le “lotterie”?

La raccolta fondi avviene attraverso una Lotteria legale e trasparente, autorizzata e controllata nelle sue varie fasi dalla Prefettura di Lecce.

I biglietti della lotteria si possono vendere ovunque, non solo nei nostri 5 comuni. I blocchetti da 25 biglietti cd vengono ritirati sia dalle associazioni oppure dai privati che vogliono collaborare con noi impegnandosi poi a modo loro di vendere i biglietti. Ogni biglietto costa due euro. Ogni Comune ha le sue vincite; quando arrivano i Babbi si fa l’estrazione, in presenza dei sindaci.

 

Ma i Fondi vengono raccolti anche attraverso le offerte libere?

Certo! Ci sono le offerte libere con i salvadanai posti nelle piazze dei comuni. Qui ci spettano le Associazioni degli stessi comuni con le quali avevamo preventivamente stabilito un patto di collaborazione.

I salvadanai vengono aperti in piazza davanti a tutti verbalizzando seduta stante l’ammontare delle somme raccolte.

 

Quante Associazioni in genere coinvolgete nei vostri programmi?

Nel corso degli ultimi due mesi del 2016 noi abbiamo collaborato con 92 associazioni di volontariato del Salento. Abbiamo fatto sfilate della solidarietà con i 100 Babbi natale ad Alezio, 20 associazioni, 3.500 euro di raccolta. Le associazioni avevano organizzato i mercatini di Natale dove tutto l’incasso andava alla nostra raccolta fondi.  

Praticamente ogni associazione faceva qualcosa in piazza per ottenere le offerte; poi arrivavamo noi con i 100 Babbi natale che facevano la sfilata e lo spettacolo del ballo con le coreografie....

Stessa cosa a Collepasso, a Botrugno, a Gallipoli, a San Cassiano, ad Acquarica del Capo. Quindi in questo 2016 siamo stati presenti in 11 Comuni del Salento (11 Amm.ni comunali coinvolte).

In genere noi iniziamo a settembre a girare in tutti i comuni a fare incontri con le associazioni per vedere come possiamo organizzare le singole serate.

 

I costumi con quali soldi li comprate?

Li acquistiamo con i proventi degli sponsor (fondo cassa) con i quali facciamo fronte a tutte le spese che tale manifestazione comporta.

I vestiti innanzitutto li fornisce l'Associazione; in parte li compriamo, e in parte i Babbi provvedono a cucirseli da soli.

 

Iniziative per il futuro?

Pasqua è alle porte e dobbiamo pensare alla distribuzione e vendita delle uova. C’è un progetto che riguarda il Polo pediatrico di Lecce, per il quale i lavori sono un po’ fermi. Vogliamo stimolare l’intero Salento attraverso delle iniziative (il fiocco al posto della raccolta fondi, ma ancora c'è tutto in discussione).

 

Come vengono spesi i soldi nel reparto  del “Vito Fazzi”?

Per aiutare le famiglie che hanno i bambini ricoverati in quel reparto, per acquistare i macchinari, per pagare i medici quando l’ASL  non riesce a coprire il costo.

 

Quest’anno avete pubblicato la copia del versamento fatto di oltre 26.000 euro. E’ noi abbiamo elogiato questa vostra iniziativa che va in direzione della trasparenza. E’ un obbligo che deriva dal vostro statuto?

No! La pubblicazione della copia del versamento non è un obbligo che ci deriva dallo Statuto, ma una nostra libera scelta, è un problema di coscienza. Ma questo a noi non basta ai fini della trasparenza. Il 29 gennaio faremo il resoconto pubblico a Taviano; ci sarà la copia del verbale del Prefetto che dichiara che i biglietti della lotteria sono stati tutti venduti; ci sarà la copia di tutti i verbali di tutti i salvadanai aperti. Basta fare la somma e ti ritrovi la cifra pubblicata attraverso la copia del versamento. Da lì non si scappa!

Se qualcuno nonostante tutto ha ancora qualcosa da dire, vuol dire che ha bisogno di infangare le persone perché conosce i propri limiti; è limitato cioè dalle sue capacità a fare qualcosa di grande.


Perché non lasciare una parte della "raccolta fondi" alle 5 Comunità interessate dalla Band?

Se c’è qualcuno che viene a farci delle proposte, delle segnalazioni, noi le valuteremo. Ci possiamo impegnare a creare un’altra iniziativa pro quel problema. Ma fino ad oggi nessuno è venuto a dirci c’è un caso, impegnatevi per questo caso.

Ma la gara di solidarietà che si fa su tutti i comuni è un gioco di squadra che parte dai primi di dicembre e termina il 24 con un solo destinatario (perché in questo periodo non possiamo andare su diversi comuni e dire questo serve a questo, questo serve a quest’altro ecc.).

Mentre se ci sono casi singoli sui diversi comuni, ci si organizza e si crea l’evento di solidarietà appositamente per quel caso. Non ci tiriamo indietro. Abbiamo già avuto esperienze per casi singoli.

Però devono essere casi aventi ad oggetto i bambini! 

La Band nasce per i bambini, e rimane mirata alla situazione pediatrica.

____________________________

 

 

 

 

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